geochelone sulcata

10 09 2008

CLASSIFICAZIONE

Ordine

TESTUDINES

Sottordine

CRYPTODIRA

SuperFamiglia

TESTUDINOIDEA

Famiglia

TESTUDINIDAE

SottoFamiglia

TESTUDININAE

Genere

GEOCHELONE

Specie

SULCATA

STATUS GIURIDICO

E’ inclusa in Appendice II CITES della Convenzione di Washington.

DISTRIBUZIONE

Geochelone sulcata vive nelle steppe aride dell’Africa centrale in una striscia di terra che va dall’Etiopia al Senegal passando per il Sudan, Ciad, Niger, Mali e Mauritiana.

HABITAT

Vive in boscaglie di acacia e nelle zone desertiche con escursioni termiche e scarsissima acqua.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI

E’ attiva il mattino e la sera; scava delle cavità lunghe anche 3 metri dove si ripara dal caldo intenso del giorno e dal freddo della notte.

 Sono animali territoriali che non convivono con altre specie e spesso i maschi non accettano neanche la femmina al di fuori del periodo dell’accoppiamento.

CARATTERISTICHE FISICHE

Geochelone sulcata è la tartaruga più grande del continente africano e una tra le più grandi tartarughe terrestri del mondo. Ha un carapace lungo fino a 80-85 cm e può pesare fino a 100 Kg.  In questa specie il maschio è più grande della femmina, questa può pesare fino a 50-70 Kg con un carapace lungo 60-70 cm.

 Il carapace è di colore giallo-bruno con i bordi degli scuti di colore più scuro; questi hanno degli anelli di crescita che diventano più marcati con l’età. La pelle di color ocra, è molto spessa.

Il piastrone è di color avorio e posteriormente termina con due protuberanze evidenti. Gli arti hanno robuste scaglie e le zampe posteriori sono provviste di speroni.

DIMORFISMO SESSUALE

  • Il maschio ha la coda più lunga e possiede un piastrone più concavo della femmina.
  • Nel maschio i due scuti terminali del piastrone formano un angolo più ampio.
  • La femmina inoltre è più piccola del maschio.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA’

Date le dimensioni, Geochelone sulcata necessita di molto spazio e invece di un terrario l’ideale sarebbe dedicargli un’intera stanza o una serra riscaldata. Sono animali che provengono da climi tropicali e quindi richiedono un ambiente caldo tutto l’anno: non sono tartarughe che vanno in letargo.

La temperatura deve essere costante ed aggirarsi sui 30 gradi nella zona più calda e 22 nella zona più fredda. Provenendo da ambienti aridi non tollera le basse temperature e l’umidità: queste condizioni possono provocare malattie delle vie respiratorie.

Deve essere a disposizione una fonte di UVB necessaria per la trasformazione della vitamina D2 in vitamina D3 e quindi per il metabolismo del calcio.

Si dovrebbero mettere all’aperto il più spesso possibile durante le giornate più calde e soleggiate in quanto le esposizioni alla luce solare sono molto salutari. Il recinto preparato deve avere una struttura parecchio solida perché sono animali con una notevole forza.

 All’esterno è necessario lasciare a disposizione un contenitore per l’acqua sufficientemente largo da permettere alla tartaruga di bere ed immergersi.

Nel terrario la bacinella con l’acqua può essere inserita 2-3 volte alla settimana per evitare che il tasso di umidità sia troppo elevato.

ALIMENTAZIONE

In natura divora tutto quello che incontra strada facendo, ogni tipo di vegetale, piante grasse e rami spinosi. In cattività si somministra a Geochelone sulcata una dieta esclusivamente vegetariana.

Per assicurare un buon funzionamento del tratto digerente e una buona crescita, la dieta deve essere costituita da moltissima fibra, da un alto tasso di calcio e dall’assenza di proteine animali.

La carenza di fibra porta a problemi come diarrea e quindi disidratazione, perdita di peso, prolassi intestinali, ad una maggiore suscettibilità ai flagellati e vermi intestinali.

Un integratore a base di calcio è fondamentale, questi rettili infatti crescono molto rapidamente e ne assimilano grandi quantità.

Si possono somministrare erbe miste di campo, insalate varie, radicchi, cicoria, erba medica, fiori di ibisco, trifogli, pomodori; cavoli, broccoli, bietole e brassicacee in generale vanno somministrate con parsimonia perché contengono ossalati che legano il calcio e non lo rendono così più disponibile per l’assimilazione.

La frutta può essere offerta molto saltuariamente in quanto il sistema digestivo di Geochelone sulcata non è adibito ad utilizzare cibi con alto contenuto in zucchero; possono altrimenti verificarsi disturbi digestivi.

Non devono essere assolutamente essere somministrati alimenti contenenti proteine di origine animale come ad esempio cibi per cani o gatti che creano seri problemi renali e la deformazione del carapace con la caratteristica piramidalizzazione.

RIPRODUZIONE

I maschi raggiungono la maturità sessuale quando il loro carapace misura all’incirca 35 cm di diametro. Queste tartarughe sono aggressive specialmente durante il tempo della riproduzione. I maschi urtano l’un l’altro e spesso le liti finiscono con ferite sanguinanti.

L’accoppiamento avviene preferibilmente dopo la stagione delle piogge e il maschio cammina intorno alla femmina urtandola col suo guscio e inducendola ad accoppiarsi.

Qualche tempo dopo l’accoppiamento la femmina diventa sempre più irrequieta fino all’autunno, quando comincia a scavare una buca di circa 60 cm di diametro e profonda 10-15 cm per deporre le uova.

Per far questo impiega fino a 5 ore di lavoro. Per garantire la giusta umidità alle uova, prima di iniziare la deposizione, urina nel nido. Si possono susseguire fino a 6 covate in un anno ciascuna con una media di 20 uova.

Le uova sono bianche, sferiche con un guscio fragile e per ricoprirle la femmina impiega più di un’ora. I tempi di incubazione sono variabili, possono andare da 80 a 160 giorni; in cattività si deve mantenere una temperatura di 30 gradi e un’umidità del 50%.

Si deve fornire un luogo morbido dove scavare. Alla nascita le piccole tartarughe hanno un carapace lungo 4-6 cm, pesano all’incirca 25 grammi e sono di colore giallo-marrone chiaro.

NOTE

E’ una specie molto resistente. E’ minacciata perché in natura viene catturata a scopi alimentari da alcune popolazioni locali e perché le zone in cui vive sono molto siccitose.

Per altre popolazioni invece, Geochelone sulcata è considerata un mediatore tra gli uomini e gli dei. In Senegal infine queste tartarughe sono simbolo di virtù, felicità, fertilità e longevità.

Perciò i senegalesi rispettano questi animali e partecipano alla conservazione, riproduzione e ripopolazione di questa specie.

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TESTUDO HERMANNI

5 09 2008

La tartaruga Testudo Hermanni è la specie più comune di tutte le tartarughe del Mediterraneo, nonché l’unica vera Tartaruga Terrestre italiana. Vive prevalentemente al nordest della Spagna, al sud della Francia, al nordest dell’Italia e su alcune isole del Mediterraneo. E’ un animale abbastanza robusto e può adattarsi in ambienti umidi o secchi, l’importante che siano caldi. E’ docile, simpatica, non ha bisogno di cure particolarmente impegnative o costose. Non meraviglia quindi che per molti anni la tartaruga è stata considerata come una specie ideale di animale domestico. Le Testudo Hermanni hanno il carapace con macchie nere che vanno al giallo anche se la brillantezza e lucentezza del giallo può affievolirsi con l’età, verso una colorazione più grigia e striata. Si trovano in natura in una vasta varietà di habitat come boschi, boscaglia, pascoli e fattorie.La Testudo Hermanni è stata suddivisa in due sottospecie: la Testudo Hermanni Hermanni (sottospecie occidentale) e la Testudo Hermanni Boettgeri (sottospecie orientale) le cui differenze verranno trattate nella sezione anatomia. Durante l’ultimo secolo migliaia di queste tartarughe vennero strappate dal loro habitat dell’Europa sudorientale ed esportate nell’Europa nordoccidentale per fini commerciali. Questa popolarità sfortunatamente ha portato uno spopolamento dell’habitat perché gli esemplari venivano presi in libertà e non da allevamenti o in cattività e la sopravvivenza della specie non veniva tutelata in alcun modo. La maggior parte degli esemplari catturati morì in breve tempo non adattandosi al clima freddo e umido. A riparazione di questo scempio dieci anni fa la CEE introdusse specifiche leggi con il divieto di commercializzare questi animali non solo per tentare di risolvere il sopradetto problema ma anche per cercare di ripopolare alcune aree originali dove la Testudo Hermanni è quasi estinta.

ANATOMIA

In Europa vi sono 3 specie di testuggini: la Testudo Graeca, la Testudo Marginata e la Testudo Hermanni. La Testudo Hermanni è caratterizzata da un carapace (parte superiore della corazza) fortemente convesso, ovale, più largo della parte posteriore, lungo in genere fino a 25 cm., di colore giallo o bruno con disegni neri. La faccia ventrale della corazza prende il nome di “piastrone” ed è saldata al carapace. All’estremità della coda vi è un piccolo astuccio corneo (una specie di unghia) e la placca sopracaudale è divisa in due.

La testa è corta, massiccia, retta da un collo lungo e piuttosto mobile, pronta a rientrare al minimo segno di pericolo. Se però si avvicina un dito sotto il mento, dal basso all’alto, la tartaruga facilmente allungherà il collo per farsi grattare sotto la gola.
Per distinguerne il sesso basta far riferimento a piccole caratteristiche. La coda è leggermente più lunga nel maschio, mentre le femmine hanno una coda corta e tozza. Il maschio ha l’incavo posteriore del piastrone poco profondo, la maggiore dimensione dell’incavo della femmina ha la sua ragione nella necessità di permettere l’uscita delle uova. Inoltre le femmine a pari età sono più grandi. Nei giovani fino a 2, 3 anni di età l’unica distinzione è data dall’apertura delle placche situate sul piastrone sopra la coda che sono maggiormente aperte nei maschi al contrario delle femmine le cui placche formano un angolo più acuto. Penso che il modo più semplice per distinguere il maschio dalla femmina sia la posizione della coda: se tiene la coda dtritta e ben visibile è una femmina, al contraro, se tiene la coda piegata da un lato e la nasconde, è un maschio.
Ogni anno, durante la primavera-estate, cioè nel periodo più attivo della vita di una tartaruga, ogni esemplare “cresce” in dimensioni sia cambiando la pelle, sia aumentando di uno i cerchi delle placche. Di conseguenza l’età delle tartarughe più giovani può essere calcolata semplicemente contando le linee di crescita delle placche cornee sul carapace. Tuttavia, dopo un po’ di anni, le placche cornee possono rovinarsi ed essere sostituite, per cui non vi è un metodo preciso per calcolare l’età degli esemplari adulti.
Le tartarughe hanno una vista eccellente, sanno distinguere forme e colori e riconoscono le persone. Hanno un senso dell’orientamento abbastanza sviluppato e preciso, sono sensibili alle vibrazioni anche se l’udito è poco efficiente. L’odorato invece è ben sviluppato e gioca un ruolo importante nel riconoscimento dei cibi e dei sessi.
Come tutti i rettili le tartarughe sono animali a sangue freddo, la temperatura interna del loro corpo, cioè, non può venire regolata come accade con i mammiferi ma deve adeguarsi a quella ambientale. Poiché l’attività vitale dei rettili deve svolgersi entro limiti ben precisi al di fuori dei quali non è possibile la sopravvivenza, non appena il sole si fa cocente viene sospeso ogni movimento per ricercare il fresco dei luoghi ombrosi, mentre nei mesi freddi sopravviene il letargo.
 
Esistono due sottospecie della Testudo Hermanni: la Testudo Hermanni Hermanni (THH) e la Testudo Hermanni Boettgeri (THB). La prima è la sottospecie occidentale, la seconda è quella orientale. È abbastanza semplice distinguerle: la THH ha una colorazione più brillante ed un carapace più convesso e bitorzoluto; può raggiungere al massimo i 20 cm. di lunghezza contro i 25 della THB; il piastrone della THH presenta due bande nere continue e ben definite, nella THB queste bande sono più chiare e meno definite. Inoltre se osserviamo il rapporto fra le placche pettorali e femorali del piastrone, nella THH la sutura pettorale è più corta di quella femorale, nelle HB quella pettorale è più lunga della femorale.
Osservando la testa vi sono altre sottili caratteristiche distintive: la THH ha una testa è più allungata e liscia nei contorni che, nell’apparenza generale, la fa assomigliare alla testa di un serpente. La THB ha la testa più corta e bitorzoluta

ALIMENTAZIONE

 

Prima di trattare l’argomento dell’alimentazione mi sembra essenziale tracciare una panoramica sull’ambiente e la cura dei nostri gioiellini col guscio

Le TH conducono uno stile di vita molto attivo (malgrado l’apparenza o i luoghi comuni) quindi dobbiamo garantire loro un’area ampia e variegata dove possono essere libere di correre, nutrirsi, cacciare, scavare, arrampicarsi, prendere il sole, nascondersi e avere sempre a disposizione acqua potabile. Amano vagabondare ed esplorare e se gli è consentito tentano di uscire dal territorio in cui sono ospitate. Se tenete le vostre tarte in un giardino assicuratevi che la superficie a disposizione sia almeno di 10 mq. per esemplare, circondata da un recinto “inarrampicabile” alto circa 40 cm. e interrato circa 10 cm. sarebbe l’ideale se il vostro giardino fosse provvisto di vegetazione tipica della macchia mediterranea dove, per rendere più vario l’ambiente, potete mettere cumuli di sabbia, sassi o rocce. Le tartarughe dovranno avere spazi sicuri dove prendere il sole (che è fondamentale per la sintesi della vitamina D e quindi per la crescita del carapace), e spazi ombrosi dove ripararsi nelle ore più calde o nascondersi. A tal proposito può essere simpatico, nonché utile, costruire semplici rifugi, ben arieggiati, in legno, con il pavimento rialzato per evitare che diventi umidi, oppure riempito di foglie ben secche.

Ricordiamo che le testuggini devono avere sempre a disposizione acqua fresca. Non mettiamo recipienti pieni d’acqua o qualsiasi altro tipo di contenitori dove gli esemplari possono cadere e annegare (le tarte non sanno nuotare), potremmo costruire con semplicità un abbeveratoio. Il livello dell’acqua non deve superare i 5-6 mm., soprattutto se possedete esemplari piccoli.

Argomento indispensabile da tenere in considerazione per garantire una buona salute alle nostre tartarughe è l’alimentazione. Le TH sono prevalentemente vegetariane, la loro dieta deve essere ricca di fibre, sali minerali, vitamine e povera di grassi e proteine animali. In libertà prediligono i teneri germogli delle più svariate piante selvatiche, fiori, lumache, frutta selvatica e occasionalmente escrementi di altri animali. Gli esemplari che teniamo in giardino si possono alimentare variando fra la grande scelta di frutta e verdura disponibili, l’importante è che siano ben lavate per eliminare ogni traccia di pesticidi. Può essere una graziosa idea coltivare nel giardino delle piante di lattuga che saranno a disposizione delle tartarughe in modo “naturale” (evitiamo accuratamente di usare alcun tipo di pesticidi e concimi). Una dieta varia fornisce la quantità di vitamine sufficiente per il metabolismo delle testuggini, a meno che non ci siano dei problemi di salute o carenza di calcio, fondamentale per la sintesi della vitamina D. Una dieta ricca di proteine è dannosa per le tartarughe e a lungo andare può causare serie patologie, come malformazioni del Carapace che si sviluppa deformato e bitorzoluto. 

Per integrare la dieta delle tarte potete dar loro alcuni ossi di seppia che sono ricchi di calcio.

RIPRODUZIONE

Le Testudo Hermanni si riproducono in cattività se le condizioni in cui sono allevate sono ottimali. Il corteggiamento e gli accoppiamenti avvengono durante tutto il periodo di attività concentrandosi durante la primavera-estate. Il corteggiamento consiste in inseguimenti e “persecuzioni”: il maschio insegue la femmina, la morde ripetutamente sulle zampe e la colpisce con la corazza. I maschi possono essere molto persistenti e aggressivi, fino al punto di ferire la femmina. Durante l’accoppiamento il maschio emette un peculiare suono, l’unico vocalizzo della sua vita. Nel periodo degli accoppiamenti i maschi combattono spesso fra di loro mordendosi le zampe e colpendosi con la corazza. In presenza di maschi troppo focosi è opportuno tenere gli esemplari femminili in aree separate in modo che l’aggressività dei maschi non le danneggi, non solo fisicamente ma anche provocando condizioni di stress. Per evitare che nascano esemplari geneticamente deboli è bene non permettere l’accoppiamento tra consanguinei o esemplari malati

Tra maggio-giugno la tartaruga depone le uova scavando una buca con le zampe posteriori nel terreno e coprendo il nido dopo la deposizione (spesso nel tardo pomeriggio). Le testuggini possono deporre le uova anche più di una volta nello stesso anno. Prima della deposizione la testuggine percorrerà nervosamente tutto il giardino alla ricerca del luogo più adatto, in genere un luogo asciutto ed esposto al sole. Se volete potete aiutarla ricreando il posto ideale per la deposizione, smuovendo in alcuni punti del giardino la terra o ponendo, sempre in luoghi soleggiati, cumuli di morbida terra. Spesso dopo aver iniziato a scavare la tartaruga, forse perché disturbata, si rimette alla ricerca di un altro posto. I nidi possono essere profondi 7-9 cm. La tartaruga depone da 2 a 12 uova, il numero tende ad aumentare con l’aumento delle dimensioni della testuggine. Le uova hanno un guscio duro, allungato, di circa 3 cm. Il tempo di incubazione varia da 90 a 120 giorni, a seconda della temperatura di incubazione.

I piccoli, dopo aver rotto il  guscio, impiegano anche 4 giorni ad uscire completamente dall’uovo, in questo arco di tempo viene assorbito il sacco vitellino. Può capitare che un piccolo sia ancora con il sacco vitellino non assorbito, in questo caso può essere utile porre l’esemplare su un panno di carta che terremo umido per evitare che si attacchi al sacco vitellino, che verrà riassorbito in pochi giorni. Le nuove nate, cominceranno a nutrirsi circa 2-3 giorni dopo essere uscite dal guscio e potranno mangiare tutti i tipi di cibi adatti agli esemplari adulti. Da piccole le TH potranno presentare il carapace un po’ morbido, con piccole deformità e dalla forma piramidale. Per aiutarle in questa fase assicuriamoci che la dieta sia ricca di fibre, minerali (in particolare calcio) e vitamine

All’avvicinarsi del primo inverno potete lasciare andare in letargo i piccoli se sono nati verso fine luglio o inizio agosto, perché hanno avuto tempo di accumulare riserve per l’inverno, altrimenti potete mantenerle attive per tutto l’inverno dimorandole in un terrario. Per quanto riguarda la determinazione del sesso essa è incerta fino al raggiungimento della maturità sessuale (intorno ai 5-6 anni)

SALUTE

Se una tartaruga ha buon appetito, occhi puliti, lucidi, vispi, guscio solido, peso costante e feci sode (anche filamentose) e non acquose, allora abbiamo di fronte una testuggine in buona salute.

La maggior parte delle malattie che possono colpire le tartarughe sono causate da una dieta scorretta, da un ambiente inadatto, da fattori stressanti o da traumi.

Una dieta iperproteica (carne, fagioli, cibo per cani o gatti) provoca danni irreversibili sulla crescita del carapace che si presenta “soffice”, poco convesso, sproporzionato.

Un accumulo di grasso (latticini, formaggi, cibo per cani o gatti) causa obesità e, soprattutto, pericolosi accumuli di grasso nel fegato.La mancanza di vitamine e la disidratazione possono provocare gravi danni ai reni. Le deficienze di calcio e vitamina D causano un rammollimento del carapace. L’ingestione di frutta acerba o agrumi può causare diarrea. Periodicamente potrebbe essere necessaria una sverminatura poiché le tartarughe hanno negli intestini dei comuni parassiti (ascaridi e ossiuri) che, se numerosi, possono provocare inappetenza, diarrea, vomito.

Per quanto concerne l’ambiente è importante che le tartarughe non stiano in posti umidi, anche le tarte possono raffreddarsi e un raffreddamento facilmente si trasforma in polmonite. Un ambiente poco arieggiato potrebbe provocare congiuntivite, poiché le palpebre sono facilmente infiammabili a causa della polvere. Attenzione alle larve delle mosche che spesso provocano parassitosi se depositate su lievi ferite nel carapace, o ad infestazioni da zecche (vedi foto), fortunatamente molto rare.

I traumi fisici che può subire una tartaruga generalmente sono dovuti ad un maschio troppo aggressivo durante il periodo degli accoppiamenti, a ferite provocate dalle lotte fra due rivali maschi o dall’attacco di altri animali come cani, topi e ratti (questi ultimi possono attaccare anche nel periodo del letargo). Per lesioni alla pelle e alla corazza, se superficiali, basta disinfettare ed utilizzare mercurocromo, acqua ossigenata o tintura di iodio. Per lesioni più gravi è sempre preferibile contattare un veterinario

LEGGI

Fra le testuggini la specie europea Testudo Hermanni (come molte altre specie) è tutelata e protetta da leggi nazionali ed internazionali. E’ strettamente vietato raccogliere tartarughe che vivono in libertà, venderle (o venderne il guscio, le uova, le ossa…), commercializzarle, per permettere così che le testuggini continuino a popolare le aree boschive.

La detenzione ed il commercio dei rettili in Italia sono regolamentati dalla Convenzione di Berna, dalla Convenzione di Washington e dal D.M. 19 Aprile 1996 e seguenti modifiche.Ogni Stato ha adottato opportune leggi per la salvaguardia delle specie di flora e fauna, in particolare sono vietate ogni forma di cattura, detenzione, uccisione, deterioramento e distruzione e raccolta di uova, detenzione e commercio di tutte le specie minacciate da estinzione.

La Convenzione di Washington è conosciuta con la sigla CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) firmata dai Paesi della CEE a cui l’Italia ha aderito nel 1975.

La legge 150/92 ha reso obbligatorio denunciare il possesso degli esemplari agli uffici del Corpo Forestale dello Stato; il termine ultimo per le denunce era il 31/12/1995. chi non ha denunciato i propri esemplari entro tale termine non può regolare la situazione e rischia fino a 18 milioni di multa. Tutte le nascite, i decessi o la cessione gratuita  degli esemplari devono essere denunciati entro 10 giorni dall’evento, inviando una raccomandata A/R al Servizio CITES della vostra regione

 

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tartarughe d’acqua

1 09 2008

TRACHEMYS SCRIPTA

 

 

Tassonomia

Il genere Trachemys, appartenente alla famiglia delle Emydidae, comprende 18 sottospecie, tra le quali le più diffuse sono la Trachemys scripta scripta e la Trachemys scripta elegans, quest’ultima nota come “tartaruga dalle orecchie rosse”.

 

Caratteristiche

Le tartarughe acquatiche sono molto popolari come animali da compagnia, ma ciò non significa che sia semplice gestirle. Da parecchi anni vengono importate dagli Stati Uniti, ma la maggior parte muoiono prima di raggiungere un anno di età a causa delle condizioni inadatte e della mancanza di informazioni. Quando riescono a sopravvivere e a crescere, spesso vengono liberate, in quanto troppo impegnative da gestire, provocando gravissimi danni alla flora e alla fauna locali.

Infatti le dimensioni degli adulti possono raggiungere i 28 cm nelle femmine.

Il dimorfismo sessuale e’ particolarmente accentuato: i maschi oltre alle dimensioni minori, presentano unghie anteriori lunghe fino a 3 cm e piastrone concavo per facilitare l’accoppiamento, coda con una base molto larga e l’ apertura della cloaca posta nella sua estremità, in prossimità della punta. Le femmine invece hanno piastrone piatto per aumentare lo spazio per contenere le uova, la coda sottile con la cloaca posta alla base per agevolarla al momento della deposizione.

 

Origine

La loro origine è americana, dove sono distribuite in un’area molto vasta, dagli Stati Uniti alle regioni nord-occidentali dell’America del sud, con prevalenza degli stati più meridionali come Texas, Nuovo Messico, Louisiana, Florida.

 

Alimentazione

La Trachemys scipta è onnivora.

La maggior parte della dieta deve essere a base di animali interi come topi, lombrichi, Tubifex, lumache, lumaconi, guppi surgelati scongelati, trote, camole.

In quantità minore si possono somministrare pellettato per tartarughe, mangime per gatti a base di pesce, insetti come grilli, larve di mosca, mosche, falene, cavallette, piccole quantità di carne magra cruda, fegato e pollo.

Le tartarughe giovani devono essere nutrite giornalmente, mentre quelle adulte possono essere alimentate 2-3 volte a settimana.

Alle Trachemys adulte si possono somministrare anche spinaci, lattuga romana, foglie di cavolo, dente di leone, crescione d’acqua, indivia, patate, carote, mele, uva, melone, banane.

L’alimentazione deve essere sempre più varia possibile.

 

Ambiente

In natura questi animali vivono in acque a corrente lenta: fiumi, ruscelli, stagni, paludi, nascosti nella melma dei fondali o in prossimità delle rive sabbiose e soleggiate.

In cattività la soluzione ideale è costituita da un laghetto all’aperto, con una zona asciutta per poter uscire dall’acqua e riscaldarsi al sole. L’area naturalmente deve essere recintata per impedire fughe da parte delle tartarughe o l’ingresso di cani.

La parte più profonda del laghetto deve raggiungere almeno un metro di profondità e deve avere sul fondo uno strato di fango per permettere alle tartarughe di immergersi durante il letargo. In questo periodo la superficie dell’acqua non deve essere lasciata congelare per più di due settimane.

 

Acquaterrario

Quando non è realizzabile un laghetto esterno, la soluzione migliore consiste nell’adattare un acquario di vetro, che ha il vantaggio di essere facilmente lavabile. Per tartarughe fino a 10 cm può andare bene una vasca  di 60 x 30x 30 cm, ma man mano che crescono deve essere cambiata.

Sul fondo non si devono utilizzare sabbia, ghiaia o altri materiali costituiti da particelle che possano essere ingerite, ma rocce o sassi per acquari, che possono essere usati anche per creare una zona asciutta, indispensabile per le tartarughe acquatiche.

 

Illuminazione

Le tartarughe hanno la capacità di vedere nello spettro UVA, percependo così colori particolarmente vivi e brillanti. Quindi i raggi UVA stimolano, tra le altre cose, l’assunzione di cibo e la riproduzione.

Ancora più importanti sono i raggi UVB, infatti permettono alla cute di sintetizzare la vitamina D3, essenziale per il metabolismo del calcio.

La luce del sole è la migliore fonte di raggi ultravioletti ed è quindi sempre da tenere in considerazione come la sorgente di luce di prima scelta, quando è possibile.

Sfortunatamente la luce solare passando attraverso i vetri perde la maggior parte dei raggi ultravioletti, in particolare gli UVB, di conseguenza le lampade luce ultravioletta sono indispensabili per le tartarughe allevate in terrario.

In commercio esistono molti tipi di lampade al neon per terrari, al momento dell’acquisto è importante tenere presente che una lampada che emette raggi UVB deve riportare esplicitamente questa caratteristica sulla confezione. Le lampade che producono raggi UVB producono sempre anche UVA, ma non è necessariamente vero il contrario.

Le lampade devono essere poste a 25-30 cm di distanza dalla tartaruga (al massimo 40), devono essere accese circa per 12 ore al giorno e cambiate ogni 6 mesi.

Durante le giornate calde e soleggiate comunqueè un’ottima pratica permettere alle tartarughe di esporsi alla luce solare diretta.

 

Temperatura

Sia l’acqua che l’aria dovrebbero essere riscaldate, la temperatura ideale può variare da 24° C a 28° C (75° F-82° F).

L’ideale è una lampada in ceramica da 50 a 150 Watt posizionata in direzione della zona asciutta in modo da creare un punto caldo di 30-31° C dove le tartarughe possano riscaldarsi come se fossero al sole.

La lampada in ceramica produce calore senza emissione di luce, quindi è possibile lasciarla accesa giorno e notte.

La temperatura dell’acqua deve essere di 24-26°C di giorno, con una riduzione di circa 5°C di notte. Ciò si ottiene con dei riscaldatori da acquario collegati a un termostato.

 

Letargo

Anche le Trachemys che vivono in terrario in casa possono essere mandate in letargo. In questo caso la temperatura deve essere abbassata gradualmente nel corso di alcune settimane fino a 4°C. In questo periodo non devono essere alimentate, per permettere al loro apparato digerente di svuotarsi. Il terrario deve essere tenuto in una stanza fredda ed è indispensabile monitorare la temperatura con un termometro che registri gli sbalzi massimi e minimi.

Uno dei più grossi sbagli che si possono commettere con le tartarughe, è quello di tenerle in casa a temperature comprese tra i 18 e i 22-24 gradi durante l’inverno. Infatti bisogna tenere presente che se la temperatura non scende sotto i 10° C le riserve corporee vengono consumate troppo in fretta, in quanto il metabolismo non è sufficientemente rallentato. Se invece la temperatura scende sotto i 4°C si possono creare danni da congelamento, mentre se la temperatura scende sotto lo zero può sopraggiungere la morte in poche ore.

Non si devono assolutamente mandare in letargo tartarughe malate, debilitate o in condizioni fisiche non ottimali.

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