trichosurus vulpecola

27 02 2009

Il Falso Koala (Trichosurus vulpecula) è il più comune e il più diffuso tra tutte le specie dimarsupiali australiani. Vive dunque in Australia ed in Tasmania e  prospera anche in Nuova Zelanda, ove fu introdotto nel 1858. Il tricosuro volpino è noto anche come «opossum volpino», poiché, lungo circa 60 cm, ha le stesse dimensioni della volpe rossa, testa simile a quella dellavolpe con orecchie grandi e muso appuntito. La caratteristica saliente, tuttavia, è rappresentata dalla coda, che è prensile in punta con un pezzo nudo nella parte inferiore. La pelliccia è spessa, lanosa e di colore variabile, dal grigio argenteo al marrone scuro o al nero.

COMPORTAMENTO

Il tricosuro volpino preferisce gli alberi, ma vive anche nella bassa macchia o in zone prive di alberi, ove utilizza le tane dei conigli. Si è anche abituato a vivere negli spazi dei soffitti delle case, persino nei sobborghi delle grandi città. Dato che è un animale notturno, non è ben accetto per il rumore che provoca muovendosi sui soffitti ed anche per le macchie che genera al disotto dei soffitti stessi; inoltre rovina i fiori dei giardini. Il tricosuro ha un comportamento piuttosto indifferente nei confronti degli esseri umani. Uno selvatico, visto nelle vicinanze di alcune case, non si è opposto ad alcune carezze, sebbene non si sia lasciato prendere. Ha poi tentato di mordere e graffiare pur senza emettere alcun suono. Ciò contrasta con il rumore che provoca nelle lotte con altri tricosuri, quando fischia e grugnisce con forti grida che terminano in un rauco strillo.

ALIMENTAZIONE

essenzialmente vegetariano. Infatti, si nutre principalmente di germogli, ma il cibo preferito è il vischio australiano. Si ritiene che il suo cibo consista anche in uova ed uccellini che prende dai nidi e che mangi altresì le carogne.

NEMICI

Sembra che il tricosuro volpino, di giorno, sia preda delle aquile. Inoltre, come per tutti gli animali che non dispongono di un rifugio adeguato, il numero di questi animali dipende largamente dalla disponibilità di alberi cavi o di tane. Comunque, il dingo tenta di dargli la caccia e strappa la corteccia dall’albero per cercare di raggiungerlo. Ma suo principale nemico è il lantanoto, conosciuto anche come «goanna». Infatti, mentre questo si arrampica sull’albero, il tricosuro volpino, dai rami superiori, lancia grida di spavento. Gli aborigeni,che cucinavano e mangiavano il tricosuro, riuscivano talvolta a catturarlo scavando nella corteccia degli alberi alla maniera del lantanoto.

RIPRODUZIONE

L’accoppiamento dei tricosuri volpini avviene in maggio-giugno, ma dapprima nelle zone meridionali. La gestazione dura 17-18 giorni. Il parto comprende generalmente un solo piccolo, talvolta due, e questo lascia il marsupio fra luglio e settembre divenendo indipendente dalla madre nel periodo compreso fra settembre e novembre. Alla nascita è lungo 1,3 cm e pesa meno di 2 g, peso quanto mai ridotto rispetto a quello della madre, che è di circa 4,5 kg. Raggiunge la maturità nel febbraio successivo e la maturità sessuale tre mesi dopo.Come per gli altri piccoli marsupiali, il tricosuro volpino neonato si fa largo attraverso la vagina, senza essere aiutato, fino al marsupio. Avanza con un movimento delle zampine anteriori che, appena nato, sono più lunghe di quelle posteriori, tutte munite, comunque, di robusti artigli. Per potersi aggrappare alla pelliccia della madre, le sue zampe si possono flettere. Ci vogliono circa sette minuti perché il tricosuro neonato percorra la distanza di 6 cm circa che lo separa dal marsupio. Non appena giuntovi, afferra una delle due mammelle con la bocca e vi resta appeso per qualche settimana, periodo durante il quale incomincia a rassomigliare ai genitori. Se il piccolo non riesce a raggiungere il marsupio, o si perde per una qualsivoglia altra ragione, ne nasce subito un altro

ACCANTO ALL’UOMO

La popolazione dei tricosuri volpini, in Nuova Zelanda, ha raggiunto il numero stupefacente di 25 milioni di unità. Unico predatore di questa specie è l’uomo. Circa un milione l’anno di questi animali sono catturati per sfruttarne la pelliccia ed un’altrettanta quantità è distrutta per stabilire il necessario equilibrio biologico. Ciò nonostante, l’aumento annuo è dell’ordine del 25 per cento circa a dispetto del basso indice di natalità.I predatori non mancano invece in Australia dove, benché vi sia tremendamente braccato, questo animale riesce a sopravvivere. Il tricosuro volpino vi è tuttavia considerato un vero e proprio flagello per gli orti e le aziende agricole. D’altronde, gli si dà sempre una certa caccia in ragione della sua pelliccia pregiata, la quale è stata venduta ed esportata come se si trattasse di pelliccia di castoro, moffetta e cincillà di Adelaide.Durante il periodo di depressione economica del 1931, i disoccupati furono incoraggiati a dedicarsi alla caccia del tricosuro volpino incrementando così il commercio della sua pelliccia. Infatti, tra il giugno ed il luglio di quell’anno oltre 800.000 pelli furono vendute tenendo conto unicamente di quelle provenienti dalle terre demaniali. Precedentemente, nel 1906, oltre 4 milioni di pelli furono vendute a Londra e New York. Il pedaggio annuo non è sempre in quest’ordine di misura e, per la maggior parte degli anni, è notevolmente più basso.Sta sorgendo, tuttavia, un simpatico orientamento dovuto in parte ad una crescente presa di coscienza sulla necessità di preservare la fauna che è peculiare dell’Australia. Non è d’altronde sfuggito all’attenzione dei più che il tricosuro volpino, nutrendosi di vischio e quindi controllandone la diffusione, giova non solo agli alberi del luogo, ma aiuta altresì indirettamente l’industria del miele. Il valore economico di questo marsupiale nel ridurre gli effetti negativi del vischio sugli alberi da gomma che producono il nettare per le api, è stato dimostrato con esperimenti diretti. Tuttavia, ne deriva pur sempre anche la necessità di un controllo locale. Ciò premesso, v’è poco da temere, poiché la capacità del tricosuro volpino di sopravvivere alle persecuzioni è dovuta, come per i topi, alla sua straordinaria adattabilità. Infatti, il tricosuro volpino può vivere in qualsiasi tipo di habitat e, essendo essenzialmente vegetariano, è difficile che avverta carenza di cibo.

il vulpecola da noi venduto,nella sua nuova casa

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l'opossum da noi venduto nella sua nuova casa

l'opossum da noi venduto nella sua nuva casa





GEOCHELONE SULCATA

12 01 2009

geochelone-sulcata1DISTRIBUZIONE E HABITAT
In una striscia di terra che va dall’Etiopia al Senegal passando per il Sudan, Ciad, Niger, Mali e Mauritiana. Vive in boscaglie di acacia e nelle zone desertiche con escursioni termiche e scarsissima acqua. Il suo metabolismo, infatti, è ben adatto alla conservazione dell’acqua che ricava dalla vegetazione.

(foto non originale)

DIMENSIONI MASSIME E CARATTERISTICHE FISICHE
Dopo le tartarughe giganti delle Galapagos e delle Seyshelles, G. Sulcata è la più grande delle tartarughe terrestri, infatti può raggiungere dimensioni di 80-85 cm e pesare fino a 100 Kg. La pelle è marrone chiaro e gli arti sono protetti da scaglie molto pronunciate. Vicino la coda sono presenti due tubercoli ben evidenti e il carapace ha una colorazione marrone chiara che scurisce ai margini degli scuti.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI(abitudini)
E’ attiva il mattino e la sera. Sono animali territoriali che non convivono con altre specie e spesso i maschi non accettano neanche la femmina al di fuori del periodo dell’accoppiamento. Durante i periodi caldi scavano delle profonde gallerie nel terreno per ripararsi dalla calura.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA’
Date le dimensioni, necessita di molto spazio e invece di un terrario l’ideale sarebbe dedicargli un’intera stanza o una serra riscaldata. La temperatura deve essere costante ed aggirarsi sui 30-31 gradi nella zona più calda e 22 nella zona più fredda. Provenendo da ambienti aridi non tollera le basse temperature e l’umidità: queste condizioni possono provocare malattie delle vie respiratorie. Deve essere a disposizione una fonte di UVB necessaria per la trasformazione della vitamina D2 in vitamina D3 e quindi per il metabolismo del calcio. Nel terrario l’acqua può essere inserita 2-3 volte alla settimana per evitare che il tasso di umidità sia troppo elevato. Le esposizioni alla luce solare sono molto salutari ma il recinto preparato deve essere molto solido.

DIMORFISMO SESSUALE
Il maschio è più grosso della femmina, il piastrone è concavo e la coda più grossa, inoltre, gli scuti anali del piastrone formano un angolo più ampio.

RIPRODUZIONE
I maschi raggiungono la maturità sessuale quando il loro carapace misura all’incirca 35 cm di diametro. Queste tartarughe sono aggressive specialmente durante il tempo della riproduzione. I maschi urtano l’un l’altro e spesso le liti finiscono con ferite sanguinanti. L’accoppiamento avviene preferibilmente dopo la stagione delle piogge e il maschio cammina intorno alla femmina urtandola col suo guscio e inducendola ad accoppiarsi. Qualche tempo dopo l’accoppiamento la femmina diventa sempre più irrequieta fino all’autunno, quando comincia a scavare una buca di circa 60 cm di diametro e profonda 10-15 cm per deporre le uova. Per far questo impiega fino a 5 ore di lavoro. Per garantire la giusta umidità alle uova, prima di iniziare la deposizione, urina nel nido. Si possono susseguire fino a 6 covate in un anno ciascuna con una media di 20 uova. Le uova sono bianche, sferiche con un guscio fragile e per ricoprirle la femmina impiega più di un’ora. I tempi di incubazione sono variabili, possono andare da 80 a 160 giorni; in cattività si deve mantenere una temperatura di 30 gradi e un’umidità del 50%. Si deve fornire un luogo morbido dove scavare. Alla nascita le piccole tartarughe hanno un carapace lungo 4-6 cm, pesano all’incirca 25 grammi e sono di colore giallo-marrone chiaro.

ALIMENTAZIONE
Esclusivamente vegetariana. La dieta deve essere costituita da moltissima fibra, da un alto tasso di calcio e dall’assenza di proteine animali. La carenza di fibra porta a problemi come diarrea e quindi disidratazione, perdita di peso, prolassi intestinali, ad una maggiore suscettibilità ai flagellati e vermi intestinali. Un integratore a base di calcio è fondamentale, questi rettili infatti crescono molto rapidamente e ne assimilano grandi quantità. Si possono somministrare erbe miste di campo, insalate varie, radicchi, cicoria, erba medica, fiori di ibisco, trifogli, pomodori; cavoli, broccoli, bietole e brassicacee in generale vanno somministrate con parsimonia perché contengono ossalati che legano il calcio e non lo rendono così più disponibile per l’assimilazione. La frutta può essere offerta molto saltuariamente.

LETARGO
Non vanno in letargo e devono essere allevate in terrario ben riscaldato durante i mesi freddi.

STATUS GIURIDICO
E’ compresa nella Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.) in Appendice II, Allegato B.

Fonte:
Il grande libro delle tartarughe – de vecchi editore
Tutto tartarughe – De agostini
Tartaclub italia
Tartarughe terrestri sane e felici





geochelone sulcata

10 09 2008

CLASSIFICAZIONE

Ordine

TESTUDINES

Sottordine

CRYPTODIRA

SuperFamiglia

TESTUDINOIDEA

Famiglia

TESTUDINIDAE

SottoFamiglia

TESTUDININAE

Genere

GEOCHELONE

Specie

SULCATA

STATUS GIURIDICO

E’ inclusa in Appendice II CITES della Convenzione di Washington.

DISTRIBUZIONE

Geochelone sulcata vive nelle steppe aride dell’Africa centrale in una striscia di terra che va dall’Etiopia al Senegal passando per il Sudan, Ciad, Niger, Mali e Mauritiana.

HABITAT

Vive in boscaglie di acacia e nelle zone desertiche con escursioni termiche e scarsissima acqua.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI

E’ attiva il mattino e la sera; scava delle cavità lunghe anche 3 metri dove si ripara dal caldo intenso del giorno e dal freddo della notte.

 Sono animali territoriali che non convivono con altre specie e spesso i maschi non accettano neanche la femmina al di fuori del periodo dell’accoppiamento.

CARATTERISTICHE FISICHE

Geochelone sulcata è la tartaruga più grande del continente africano e una tra le più grandi tartarughe terrestri del mondo. Ha un carapace lungo fino a 80-85 cm e può pesare fino a 100 Kg.  In questa specie il maschio è più grande della femmina, questa può pesare fino a 50-70 Kg con un carapace lungo 60-70 cm.

 Il carapace è di colore giallo-bruno con i bordi degli scuti di colore più scuro; questi hanno degli anelli di crescita che diventano più marcati con l’età. La pelle di color ocra, è molto spessa.

Il piastrone è di color avorio e posteriormente termina con due protuberanze evidenti. Gli arti hanno robuste scaglie e le zampe posteriori sono provviste di speroni.

DIMORFISMO SESSUALE

  • Il maschio ha la coda più lunga e possiede un piastrone più concavo della femmina.
  • Nel maschio i due scuti terminali del piastrone formano un angolo più ampio.
  • La femmina inoltre è più piccola del maschio.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA’

Date le dimensioni, Geochelone sulcata necessita di molto spazio e invece di un terrario l’ideale sarebbe dedicargli un’intera stanza o una serra riscaldata. Sono animali che provengono da climi tropicali e quindi richiedono un ambiente caldo tutto l’anno: non sono tartarughe che vanno in letargo.

La temperatura deve essere costante ed aggirarsi sui 30 gradi nella zona più calda e 22 nella zona più fredda. Provenendo da ambienti aridi non tollera le basse temperature e l’umidità: queste condizioni possono provocare malattie delle vie respiratorie.

Deve essere a disposizione una fonte di UVB necessaria per la trasformazione della vitamina D2 in vitamina D3 e quindi per il metabolismo del calcio.

Si dovrebbero mettere all’aperto il più spesso possibile durante le giornate più calde e soleggiate in quanto le esposizioni alla luce solare sono molto salutari. Il recinto preparato deve avere una struttura parecchio solida perché sono animali con una notevole forza.

 All’esterno è necessario lasciare a disposizione un contenitore per l’acqua sufficientemente largo da permettere alla tartaruga di bere ed immergersi.

Nel terrario la bacinella con l’acqua può essere inserita 2-3 volte alla settimana per evitare che il tasso di umidità sia troppo elevato.

ALIMENTAZIONE

In natura divora tutto quello che incontra strada facendo, ogni tipo di vegetale, piante grasse e rami spinosi. In cattività si somministra a Geochelone sulcata una dieta esclusivamente vegetariana.

Per assicurare un buon funzionamento del tratto digerente e una buona crescita, la dieta deve essere costituita da moltissima fibra, da un alto tasso di calcio e dall’assenza di proteine animali.

La carenza di fibra porta a problemi come diarrea e quindi disidratazione, perdita di peso, prolassi intestinali, ad una maggiore suscettibilità ai flagellati e vermi intestinali.

Un integratore a base di calcio è fondamentale, questi rettili infatti crescono molto rapidamente e ne assimilano grandi quantità.

Si possono somministrare erbe miste di campo, insalate varie, radicchi, cicoria, erba medica, fiori di ibisco, trifogli, pomodori; cavoli, broccoli, bietole e brassicacee in generale vanno somministrate con parsimonia perché contengono ossalati che legano il calcio e non lo rendono così più disponibile per l’assimilazione.

La frutta può essere offerta molto saltuariamente in quanto il sistema digestivo di Geochelone sulcata non è adibito ad utilizzare cibi con alto contenuto in zucchero; possono altrimenti verificarsi disturbi digestivi.

Non devono essere assolutamente essere somministrati alimenti contenenti proteine di origine animale come ad esempio cibi per cani o gatti che creano seri problemi renali e la deformazione del carapace con la caratteristica piramidalizzazione.

RIPRODUZIONE

I maschi raggiungono la maturità sessuale quando il loro carapace misura all’incirca 35 cm di diametro. Queste tartarughe sono aggressive specialmente durante il tempo della riproduzione. I maschi urtano l’un l’altro e spesso le liti finiscono con ferite sanguinanti.

L’accoppiamento avviene preferibilmente dopo la stagione delle piogge e il maschio cammina intorno alla femmina urtandola col suo guscio e inducendola ad accoppiarsi.

Qualche tempo dopo l’accoppiamento la femmina diventa sempre più irrequieta fino all’autunno, quando comincia a scavare una buca di circa 60 cm di diametro e profonda 10-15 cm per deporre le uova.

Per far questo impiega fino a 5 ore di lavoro. Per garantire la giusta umidità alle uova, prima di iniziare la deposizione, urina nel nido. Si possono susseguire fino a 6 covate in un anno ciascuna con una media di 20 uova.

Le uova sono bianche, sferiche con un guscio fragile e per ricoprirle la femmina impiega più di un’ora. I tempi di incubazione sono variabili, possono andare da 80 a 160 giorni; in cattività si deve mantenere una temperatura di 30 gradi e un’umidità del 50%.

Si deve fornire un luogo morbido dove scavare. Alla nascita le piccole tartarughe hanno un carapace lungo 4-6 cm, pesano all’incirca 25 grammi e sono di colore giallo-marrone chiaro.

NOTE

E’ una specie molto resistente. E’ minacciata perché in natura viene catturata a scopi alimentari da alcune popolazioni locali e perché le zone in cui vive sono molto siccitose.

Per altre popolazioni invece, Geochelone sulcata è considerata un mediatore tra gli uomini e gli dei. In Senegal infine queste tartarughe sono simbolo di virtù, felicità, fertilità e longevità.

Perciò i senegalesi rispettano questi animali e partecipano alla conservazione, riproduzione e ripopolazione di questa specie.

 PIANETA ANIMALE
VIA CARDUCCI 46 MASSA
TEL:0585793241
CEL:3466816731





la genetta

10 09 2008

Classe:  mammiferi
Ordine:  carnivori
Famiglia: viverridi

Descrizione:

La genetta è un mammifero grande come un gatto ma di peso inferiore, raggiunge circa i 2kg da adulto, il maschio è più grande della femmina. Fa le fusa, ha le unghie retrattili, ma non è un felino.
Appartiene alla famiglia dei viverridi, come lo zibetto e il suricato.
Ha le zampecorte, il corpo snello e una coda molto lunga che le serve per mantenere l’equilibrio quando si arrampica sugli alberi. Il pelo è di solito marrone con varie sfumature, è maculato sulla schiena e sulla
pancia. Ci sono anche delle genette nere (melaniche) e albine. E’ un animale prevalentemente notturno e solitario. In natura ci sono varie specie di genette che vivono soprattutto in Africa, ma anche in Europa
(Penisola Iberica, Francia e sono stati avvistati alcuni esemplari anche in Piemonte).

Recenti studi di paleontologia hanno evidenziato il fatto che la genetta sia stata introdotta in Europa da popolazioni provenienti dall’Africa circa 2000 anni fa. E’ noto che gli antichi Egizi, i Romani e gli Arabi tenessero le genette nelle case, perché sono sempre state abilissime nel cacciare i topi. La genetta è
classificata come mammifero carnivoro, in realtà è onnivoro, si nutre di piccole prede fra cui roditori e insetti e mangia anche la frutta. A sua volta è preda di gufi, felini e serpenti.
La genetta è dotata di ghiandole perianali che secernono una sostanza dall’odore pungente chiamata muschio e le servono per marcare il territorio. In natura si riproduce due volte all’anno e la femmina
partorisce al massimo 4 piccoli, solitamente 2 o 3. I cuccioli nascono ciechi e aprono gli occhi dopo i dieci giorni di vita. Si nutrono del latte materno fino a due mesi. Questo animale vive anche fino a 15
anni.
La genetta domestica: si può tenere come animale da compagnia, non necessita di Cites. Tuttavia, una genetta in casa non è sempre facile da gestire: richiede spazio, non deve essere tenuta sempre in gabbia,
ha la tendenza ad arrampicarsi ovunque e non è quasi mai completamente domestica. Ad esempio, se vede una finestra aperta, una genetta è portata ad uscire perché è un animale agilissimo e curioso. Se vive a
contatto con le persone diventa affettuosa e perde, in parte, le sue abitudini notturne, anche se concentra le sue attività nelle ore serali o alla mattina presto. Se tenuta in casa impara ad usare la lettiera,
ma non con la stessa precisione dei gatti. Dopo aver mangiato, si pulisce il musetto con le zampe anteriori e dedica parte del suo tempo alla pulizia del suo pelo.  Si alza spesso sulle zampe posteriori quando sente dei rumori o quando è incuriosita dalla presenza di qualcuno. Spesso dorme acciambellata come un gatto. Si adatta a vivere anche nei climi rigidi, ma preferisce il caldo. In inverno, se si trova in casa, si addormenta vicino al termosifone. Raramente emette dei versi, ciò avviene durante l’accoppiamento o quando lotta con un altro animale. Quando è contenta fa le fusa e quando non vuole essere disturbata soffia e ingrossa la coda. Se vive sempre in casa non occorre vaccinarla, in alcuni casi il vaccino ha avuto un esito letale
su questi animali. Generalmente va nutrita con carne cotta e frutta, gradisce soprattutto banane e mele. Alcune persone danno alle genette delle piccole prede vive o del cibo secco o in scatola per gatti.

 PIANETA ANIMALE
VIA CARDUCCI 46 MASSA
TEL:0585793241
CEL:3466816731





TESTUDO HERMANNI

5 09 2008

La tartaruga Testudo Hermanni è la specie più comune di tutte le tartarughe del Mediterraneo, nonché l’unica vera Tartaruga Terrestre italiana. Vive prevalentemente al nordest della Spagna, al sud della Francia, al nordest dell’Italia e su alcune isole del Mediterraneo. E’ un animale abbastanza robusto e può adattarsi in ambienti umidi o secchi, l’importante che siano caldi. E’ docile, simpatica, non ha bisogno di cure particolarmente impegnative o costose. Non meraviglia quindi che per molti anni la tartaruga è stata considerata come una specie ideale di animale domestico. Le Testudo Hermanni hanno il carapace con macchie nere che vanno al giallo anche se la brillantezza e lucentezza del giallo può affievolirsi con l’età, verso una colorazione più grigia e striata. Si trovano in natura in una vasta varietà di habitat come boschi, boscaglia, pascoli e fattorie.La Testudo Hermanni è stata suddivisa in due sottospecie: la Testudo Hermanni Hermanni (sottospecie occidentale) e la Testudo Hermanni Boettgeri (sottospecie orientale) le cui differenze verranno trattate nella sezione anatomia. Durante l’ultimo secolo migliaia di queste tartarughe vennero strappate dal loro habitat dell’Europa sudorientale ed esportate nell’Europa nordoccidentale per fini commerciali. Questa popolarità sfortunatamente ha portato uno spopolamento dell’habitat perché gli esemplari venivano presi in libertà e non da allevamenti o in cattività e la sopravvivenza della specie non veniva tutelata in alcun modo. La maggior parte degli esemplari catturati morì in breve tempo non adattandosi al clima freddo e umido. A riparazione di questo scempio dieci anni fa la CEE introdusse specifiche leggi con il divieto di commercializzare questi animali non solo per tentare di risolvere il sopradetto problema ma anche per cercare di ripopolare alcune aree originali dove la Testudo Hermanni è quasi estinta.

ANATOMIA

In Europa vi sono 3 specie di testuggini: la Testudo Graeca, la Testudo Marginata e la Testudo Hermanni. La Testudo Hermanni è caratterizzata da un carapace (parte superiore della corazza) fortemente convesso, ovale, più largo della parte posteriore, lungo in genere fino a 25 cm., di colore giallo o bruno con disegni neri. La faccia ventrale della corazza prende il nome di “piastrone” ed è saldata al carapace. All’estremità della coda vi è un piccolo astuccio corneo (una specie di unghia) e la placca sopracaudale è divisa in due.

La testa è corta, massiccia, retta da un collo lungo e piuttosto mobile, pronta a rientrare al minimo segno di pericolo. Se però si avvicina un dito sotto il mento, dal basso all’alto, la tartaruga facilmente allungherà il collo per farsi grattare sotto la gola.
Per distinguerne il sesso basta far riferimento a piccole caratteristiche. La coda è leggermente più lunga nel maschio, mentre le femmine hanno una coda corta e tozza. Il maschio ha l’incavo posteriore del piastrone poco profondo, la maggiore dimensione dell’incavo della femmina ha la sua ragione nella necessità di permettere l’uscita delle uova. Inoltre le femmine a pari età sono più grandi. Nei giovani fino a 2, 3 anni di età l’unica distinzione è data dall’apertura delle placche situate sul piastrone sopra la coda che sono maggiormente aperte nei maschi al contrario delle femmine le cui placche formano un angolo più acuto. Penso che il modo più semplice per distinguere il maschio dalla femmina sia la posizione della coda: se tiene la coda dtritta e ben visibile è una femmina, al contraro, se tiene la coda piegata da un lato e la nasconde, è un maschio.
Ogni anno, durante la primavera-estate, cioè nel periodo più attivo della vita di una tartaruga, ogni esemplare “cresce” in dimensioni sia cambiando la pelle, sia aumentando di uno i cerchi delle placche. Di conseguenza l’età delle tartarughe più giovani può essere calcolata semplicemente contando le linee di crescita delle placche cornee sul carapace. Tuttavia, dopo un po’ di anni, le placche cornee possono rovinarsi ed essere sostituite, per cui non vi è un metodo preciso per calcolare l’età degli esemplari adulti.
Le tartarughe hanno una vista eccellente, sanno distinguere forme e colori e riconoscono le persone. Hanno un senso dell’orientamento abbastanza sviluppato e preciso, sono sensibili alle vibrazioni anche se l’udito è poco efficiente. L’odorato invece è ben sviluppato e gioca un ruolo importante nel riconoscimento dei cibi e dei sessi.
Come tutti i rettili le tartarughe sono animali a sangue freddo, la temperatura interna del loro corpo, cioè, non può venire regolata come accade con i mammiferi ma deve adeguarsi a quella ambientale. Poiché l’attività vitale dei rettili deve svolgersi entro limiti ben precisi al di fuori dei quali non è possibile la sopravvivenza, non appena il sole si fa cocente viene sospeso ogni movimento per ricercare il fresco dei luoghi ombrosi, mentre nei mesi freddi sopravviene il letargo.
 
Esistono due sottospecie della Testudo Hermanni: la Testudo Hermanni Hermanni (THH) e la Testudo Hermanni Boettgeri (THB). La prima è la sottospecie occidentale, la seconda è quella orientale. È abbastanza semplice distinguerle: la THH ha una colorazione più brillante ed un carapace più convesso e bitorzoluto; può raggiungere al massimo i 20 cm. di lunghezza contro i 25 della THB; il piastrone della THH presenta due bande nere continue e ben definite, nella THB queste bande sono più chiare e meno definite. Inoltre se osserviamo il rapporto fra le placche pettorali e femorali del piastrone, nella THH la sutura pettorale è più corta di quella femorale, nelle HB quella pettorale è più lunga della femorale.
Osservando la testa vi sono altre sottili caratteristiche distintive: la THH ha una testa è più allungata e liscia nei contorni che, nell’apparenza generale, la fa assomigliare alla testa di un serpente. La THB ha la testa più corta e bitorzoluta

ALIMENTAZIONE

 

Prima di trattare l’argomento dell’alimentazione mi sembra essenziale tracciare una panoramica sull’ambiente e la cura dei nostri gioiellini col guscio

Le TH conducono uno stile di vita molto attivo (malgrado l’apparenza o i luoghi comuni) quindi dobbiamo garantire loro un’area ampia e variegata dove possono essere libere di correre, nutrirsi, cacciare, scavare, arrampicarsi, prendere il sole, nascondersi e avere sempre a disposizione acqua potabile. Amano vagabondare ed esplorare e se gli è consentito tentano di uscire dal territorio in cui sono ospitate. Se tenete le vostre tarte in un giardino assicuratevi che la superficie a disposizione sia almeno di 10 mq. per esemplare, circondata da un recinto “inarrampicabile” alto circa 40 cm. e interrato circa 10 cm. sarebbe l’ideale se il vostro giardino fosse provvisto di vegetazione tipica della macchia mediterranea dove, per rendere più vario l’ambiente, potete mettere cumuli di sabbia, sassi o rocce. Le tartarughe dovranno avere spazi sicuri dove prendere il sole (che è fondamentale per la sintesi della vitamina D e quindi per la crescita del carapace), e spazi ombrosi dove ripararsi nelle ore più calde o nascondersi. A tal proposito può essere simpatico, nonché utile, costruire semplici rifugi, ben arieggiati, in legno, con il pavimento rialzato per evitare che diventi umidi, oppure riempito di foglie ben secche.

Ricordiamo che le testuggini devono avere sempre a disposizione acqua fresca. Non mettiamo recipienti pieni d’acqua o qualsiasi altro tipo di contenitori dove gli esemplari possono cadere e annegare (le tarte non sanno nuotare), potremmo costruire con semplicità un abbeveratoio. Il livello dell’acqua non deve superare i 5-6 mm., soprattutto se possedete esemplari piccoli.

Argomento indispensabile da tenere in considerazione per garantire una buona salute alle nostre tartarughe è l’alimentazione. Le TH sono prevalentemente vegetariane, la loro dieta deve essere ricca di fibre, sali minerali, vitamine e povera di grassi e proteine animali. In libertà prediligono i teneri germogli delle più svariate piante selvatiche, fiori, lumache, frutta selvatica e occasionalmente escrementi di altri animali. Gli esemplari che teniamo in giardino si possono alimentare variando fra la grande scelta di frutta e verdura disponibili, l’importante è che siano ben lavate per eliminare ogni traccia di pesticidi. Può essere una graziosa idea coltivare nel giardino delle piante di lattuga che saranno a disposizione delle tartarughe in modo “naturale” (evitiamo accuratamente di usare alcun tipo di pesticidi e concimi). Una dieta varia fornisce la quantità di vitamine sufficiente per il metabolismo delle testuggini, a meno che non ci siano dei problemi di salute o carenza di calcio, fondamentale per la sintesi della vitamina D. Una dieta ricca di proteine è dannosa per le tartarughe e a lungo andare può causare serie patologie, come malformazioni del Carapace che si sviluppa deformato e bitorzoluto. 

Per integrare la dieta delle tarte potete dar loro alcuni ossi di seppia che sono ricchi di calcio.

RIPRODUZIONE

Le Testudo Hermanni si riproducono in cattività se le condizioni in cui sono allevate sono ottimali. Il corteggiamento e gli accoppiamenti avvengono durante tutto il periodo di attività concentrandosi durante la primavera-estate. Il corteggiamento consiste in inseguimenti e “persecuzioni”: il maschio insegue la femmina, la morde ripetutamente sulle zampe e la colpisce con la corazza. I maschi possono essere molto persistenti e aggressivi, fino al punto di ferire la femmina. Durante l’accoppiamento il maschio emette un peculiare suono, l’unico vocalizzo della sua vita. Nel periodo degli accoppiamenti i maschi combattono spesso fra di loro mordendosi le zampe e colpendosi con la corazza. In presenza di maschi troppo focosi è opportuno tenere gli esemplari femminili in aree separate in modo che l’aggressività dei maschi non le danneggi, non solo fisicamente ma anche provocando condizioni di stress. Per evitare che nascano esemplari geneticamente deboli è bene non permettere l’accoppiamento tra consanguinei o esemplari malati

Tra maggio-giugno la tartaruga depone le uova scavando una buca con le zampe posteriori nel terreno e coprendo il nido dopo la deposizione (spesso nel tardo pomeriggio). Le testuggini possono deporre le uova anche più di una volta nello stesso anno. Prima della deposizione la testuggine percorrerà nervosamente tutto il giardino alla ricerca del luogo più adatto, in genere un luogo asciutto ed esposto al sole. Se volete potete aiutarla ricreando il posto ideale per la deposizione, smuovendo in alcuni punti del giardino la terra o ponendo, sempre in luoghi soleggiati, cumuli di morbida terra. Spesso dopo aver iniziato a scavare la tartaruga, forse perché disturbata, si rimette alla ricerca di un altro posto. I nidi possono essere profondi 7-9 cm. La tartaruga depone da 2 a 12 uova, il numero tende ad aumentare con l’aumento delle dimensioni della testuggine. Le uova hanno un guscio duro, allungato, di circa 3 cm. Il tempo di incubazione varia da 90 a 120 giorni, a seconda della temperatura di incubazione.

I piccoli, dopo aver rotto il  guscio, impiegano anche 4 giorni ad uscire completamente dall’uovo, in questo arco di tempo viene assorbito il sacco vitellino. Può capitare che un piccolo sia ancora con il sacco vitellino non assorbito, in questo caso può essere utile porre l’esemplare su un panno di carta che terremo umido per evitare che si attacchi al sacco vitellino, che verrà riassorbito in pochi giorni. Le nuove nate, cominceranno a nutrirsi circa 2-3 giorni dopo essere uscite dal guscio e potranno mangiare tutti i tipi di cibi adatti agli esemplari adulti. Da piccole le TH potranno presentare il carapace un po’ morbido, con piccole deformità e dalla forma piramidale. Per aiutarle in questa fase assicuriamoci che la dieta sia ricca di fibre, minerali (in particolare calcio) e vitamine

All’avvicinarsi del primo inverno potete lasciare andare in letargo i piccoli se sono nati verso fine luglio o inizio agosto, perché hanno avuto tempo di accumulare riserve per l’inverno, altrimenti potete mantenerle attive per tutto l’inverno dimorandole in un terrario. Per quanto riguarda la determinazione del sesso essa è incerta fino al raggiungimento della maturità sessuale (intorno ai 5-6 anni)

SALUTE

Se una tartaruga ha buon appetito, occhi puliti, lucidi, vispi, guscio solido, peso costante e feci sode (anche filamentose) e non acquose, allora abbiamo di fronte una testuggine in buona salute.

La maggior parte delle malattie che possono colpire le tartarughe sono causate da una dieta scorretta, da un ambiente inadatto, da fattori stressanti o da traumi.

Una dieta iperproteica (carne, fagioli, cibo per cani o gatti) provoca danni irreversibili sulla crescita del carapace che si presenta “soffice”, poco convesso, sproporzionato.

Un accumulo di grasso (latticini, formaggi, cibo per cani o gatti) causa obesità e, soprattutto, pericolosi accumuli di grasso nel fegato.La mancanza di vitamine e la disidratazione possono provocare gravi danni ai reni. Le deficienze di calcio e vitamina D causano un rammollimento del carapace. L’ingestione di frutta acerba o agrumi può causare diarrea. Periodicamente potrebbe essere necessaria una sverminatura poiché le tartarughe hanno negli intestini dei comuni parassiti (ascaridi e ossiuri) che, se numerosi, possono provocare inappetenza, diarrea, vomito.

Per quanto concerne l’ambiente è importante che le tartarughe non stiano in posti umidi, anche le tarte possono raffreddarsi e un raffreddamento facilmente si trasforma in polmonite. Un ambiente poco arieggiato potrebbe provocare congiuntivite, poiché le palpebre sono facilmente infiammabili a causa della polvere. Attenzione alle larve delle mosche che spesso provocano parassitosi se depositate su lievi ferite nel carapace, o ad infestazioni da zecche (vedi foto), fortunatamente molto rare.

I traumi fisici che può subire una tartaruga generalmente sono dovuti ad un maschio troppo aggressivo durante il periodo degli accoppiamenti, a ferite provocate dalle lotte fra due rivali maschi o dall’attacco di altri animali come cani, topi e ratti (questi ultimi possono attaccare anche nel periodo del letargo). Per lesioni alla pelle e alla corazza, se superficiali, basta disinfettare ed utilizzare mercurocromo, acqua ossigenata o tintura di iodio. Per lesioni più gravi è sempre preferibile contattare un veterinario

LEGGI

Fra le testuggini la specie europea Testudo Hermanni (come molte altre specie) è tutelata e protetta da leggi nazionali ed internazionali. E’ strettamente vietato raccogliere tartarughe che vivono in libertà, venderle (o venderne il guscio, le uova, le ossa…), commercializzarle, per permettere così che le testuggini continuino a popolare le aree boschive.

La detenzione ed il commercio dei rettili in Italia sono regolamentati dalla Convenzione di Berna, dalla Convenzione di Washington e dal D.M. 19 Aprile 1996 e seguenti modifiche.Ogni Stato ha adottato opportune leggi per la salvaguardia delle specie di flora e fauna, in particolare sono vietate ogni forma di cattura, detenzione, uccisione, deterioramento e distruzione e raccolta di uova, detenzione e commercio di tutte le specie minacciate da estinzione.

La Convenzione di Washington è conosciuta con la sigla CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) firmata dai Paesi della CEE a cui l’Italia ha aderito nel 1975.

La legge 150/92 ha reso obbligatorio denunciare il possesso degli esemplari agli uffici del Corpo Forestale dello Stato; il termine ultimo per le denunce era il 31/12/1995. chi non ha denunciato i propri esemplari entro tale termine non può regolare la situazione e rischia fino a 18 milioni di multa. Tutte le nascite, i decessi o la cessione gratuita  degli esemplari devono essere denunciati entro 10 giorni dall’evento, inviando una raccomandata A/R al Servizio CITES della vostra regione

 

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tartarughe d’acqua

1 09 2008

TRACHEMYS SCRIPTA

 

 

Tassonomia

Il genere Trachemys, appartenente alla famiglia delle Emydidae, comprende 18 sottospecie, tra le quali le più diffuse sono la Trachemys scripta scripta e la Trachemys scripta elegans, quest’ultima nota come “tartaruga dalle orecchie rosse”.

 

Caratteristiche

Le tartarughe acquatiche sono molto popolari come animali da compagnia, ma ciò non significa che sia semplice gestirle. Da parecchi anni vengono importate dagli Stati Uniti, ma la maggior parte muoiono prima di raggiungere un anno di età a causa delle condizioni inadatte e della mancanza di informazioni. Quando riescono a sopravvivere e a crescere, spesso vengono liberate, in quanto troppo impegnative da gestire, provocando gravissimi danni alla flora e alla fauna locali.

Infatti le dimensioni degli adulti possono raggiungere i 28 cm nelle femmine.

Il dimorfismo sessuale e’ particolarmente accentuato: i maschi oltre alle dimensioni minori, presentano unghie anteriori lunghe fino a 3 cm e piastrone concavo per facilitare l’accoppiamento, coda con una base molto larga e l’ apertura della cloaca posta nella sua estremità, in prossimità della punta. Le femmine invece hanno piastrone piatto per aumentare lo spazio per contenere le uova, la coda sottile con la cloaca posta alla base per agevolarla al momento della deposizione.

 

Origine

La loro origine è americana, dove sono distribuite in un’area molto vasta, dagli Stati Uniti alle regioni nord-occidentali dell’America del sud, con prevalenza degli stati più meridionali come Texas, Nuovo Messico, Louisiana, Florida.

 

Alimentazione

La Trachemys scipta è onnivora.

La maggior parte della dieta deve essere a base di animali interi come topi, lombrichi, Tubifex, lumache, lumaconi, guppi surgelati scongelati, trote, camole.

In quantità minore si possono somministrare pellettato per tartarughe, mangime per gatti a base di pesce, insetti come grilli, larve di mosca, mosche, falene, cavallette, piccole quantità di carne magra cruda, fegato e pollo.

Le tartarughe giovani devono essere nutrite giornalmente, mentre quelle adulte possono essere alimentate 2-3 volte a settimana.

Alle Trachemys adulte si possono somministrare anche spinaci, lattuga romana, foglie di cavolo, dente di leone, crescione d’acqua, indivia, patate, carote, mele, uva, melone, banane.

L’alimentazione deve essere sempre più varia possibile.

 

Ambiente

In natura questi animali vivono in acque a corrente lenta: fiumi, ruscelli, stagni, paludi, nascosti nella melma dei fondali o in prossimità delle rive sabbiose e soleggiate.

In cattività la soluzione ideale è costituita da un laghetto all’aperto, con una zona asciutta per poter uscire dall’acqua e riscaldarsi al sole. L’area naturalmente deve essere recintata per impedire fughe da parte delle tartarughe o l’ingresso di cani.

La parte più profonda del laghetto deve raggiungere almeno un metro di profondità e deve avere sul fondo uno strato di fango per permettere alle tartarughe di immergersi durante il letargo. In questo periodo la superficie dell’acqua non deve essere lasciata congelare per più di due settimane.

 

Acquaterrario

Quando non è realizzabile un laghetto esterno, la soluzione migliore consiste nell’adattare un acquario di vetro, che ha il vantaggio di essere facilmente lavabile. Per tartarughe fino a 10 cm può andare bene una vasca  di 60 x 30x 30 cm, ma man mano che crescono deve essere cambiata.

Sul fondo non si devono utilizzare sabbia, ghiaia o altri materiali costituiti da particelle che possano essere ingerite, ma rocce o sassi per acquari, che possono essere usati anche per creare una zona asciutta, indispensabile per le tartarughe acquatiche.

 

Illuminazione

Le tartarughe hanno la capacità di vedere nello spettro UVA, percependo così colori particolarmente vivi e brillanti. Quindi i raggi UVA stimolano, tra le altre cose, l’assunzione di cibo e la riproduzione.

Ancora più importanti sono i raggi UVB, infatti permettono alla cute di sintetizzare la vitamina D3, essenziale per il metabolismo del calcio.

La luce del sole è la migliore fonte di raggi ultravioletti ed è quindi sempre da tenere in considerazione come la sorgente di luce di prima scelta, quando è possibile.

Sfortunatamente la luce solare passando attraverso i vetri perde la maggior parte dei raggi ultravioletti, in particolare gli UVB, di conseguenza le lampade luce ultravioletta sono indispensabili per le tartarughe allevate in terrario.

In commercio esistono molti tipi di lampade al neon per terrari, al momento dell’acquisto è importante tenere presente che una lampada che emette raggi UVB deve riportare esplicitamente questa caratteristica sulla confezione. Le lampade che producono raggi UVB producono sempre anche UVA, ma non è necessariamente vero il contrario.

Le lampade devono essere poste a 25-30 cm di distanza dalla tartaruga (al massimo 40), devono essere accese circa per 12 ore al giorno e cambiate ogni 6 mesi.

Durante le giornate calde e soleggiate comunqueè un’ottima pratica permettere alle tartarughe di esporsi alla luce solare diretta.

 

Temperatura

Sia l’acqua che l’aria dovrebbero essere riscaldate, la temperatura ideale può variare da 24° C a 28° C (75° F-82° F).

L’ideale è una lampada in ceramica da 50 a 150 Watt posizionata in direzione della zona asciutta in modo da creare un punto caldo di 30-31° C dove le tartarughe possano riscaldarsi come se fossero al sole.

La lampada in ceramica produce calore senza emissione di luce, quindi è possibile lasciarla accesa giorno e notte.

La temperatura dell’acqua deve essere di 24-26°C di giorno, con una riduzione di circa 5°C di notte. Ciò si ottiene con dei riscaldatori da acquario collegati a un termostato.

 

Letargo

Anche le Trachemys che vivono in terrario in casa possono essere mandate in letargo. In questo caso la temperatura deve essere abbassata gradualmente nel corso di alcune settimane fino a 4°C. In questo periodo non devono essere alimentate, per permettere al loro apparato digerente di svuotarsi. Il terrario deve essere tenuto in una stanza fredda ed è indispensabile monitorare la temperatura con un termometro che registri gli sbalzi massimi e minimi.

Uno dei più grossi sbagli che si possono commettere con le tartarughe, è quello di tenerle in casa a temperature comprese tra i 18 e i 22-24 gradi durante l’inverno. Infatti bisogna tenere presente che se la temperatura non scende sotto i 10° C le riserve corporee vengono consumate troppo in fretta, in quanto il metabolismo non è sufficientemente rallentato. Se invece la temperatura scende sotto i 4°C si possono creare danni da congelamento, mentre se la temperatura scende sotto lo zero può sopraggiungere la morte in poche ore.

Non si devono assolutamente mandare in letargo tartarughe malate, debilitate o in condizioni fisiche non ottimali.

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coniglio nano

1 09 2008

CONIGLIO DA COMPAGNIA

(Oryctolagus cuniculus)

 

 

Una corretta alimentazione svolge un ruolo fondamentale per la salute del coniglio; sono infatti molto frequenti errori alimentari che possono causare problemi gravi e spesso mortali: patologie metaboliche, gastroenteriche e soprattutto a carico dei denti.

Infatti il coniglio è un erbivoro stretto che necessita di alimenti con alto contenuto di fibra, sia per stimolare la motilità gastrointestinale che come fonte principale di nutrimento.

In natura il Coniglio selvatico si alimenta soprattutto nei prati e nelle radure dei boschi con vegetazione erbacea. L’alimentazione naturale è composta da varie specie di erbe, gemme e germogli e, soprattutto nel periodo invernale, cortecce tenere di arbusti.

Quindi, per coloro che ne hanno la possibilità, la soluzione migliore sarebbe quella di lasciare l’animale libero di alimentarsi in giardino, naturalmente facendo prima attenzione che non ci siano vie di fuga o cani liberi.

Se questo non è possibile l’alimentazione dovrà essere basata sulla somministrazione ab libitum di fieno di buona qualità, erbe di campo fresche come Tarassaco (Taraxacum sp), Trifoglio (Trifolium sp), Erba medica (Medicago sativa) e vegetali: insalata, bietole, broccoli, cavolo, spinaci.

È importante non eccedere con l’insalata. Le piante di campo devono essere raccolte lontano da aree esposte ai gas di scarico e da zone nelle quali possano essere stati usati pesticidi.

In commercio si trovano mix di pellet e semi, assolutamente non adatti ai conigli, perchè troppo ricchi di carboidrati e lipidi, e poveri di fibra. L’unico pellet adatto per l’alimentazione del coniglio deve essere a base di erba e fieno, e comunque deve sempre ricoprire una percentuale minima dell’alimentazione.

Evitare in ogni caso cambi bruschi di alimentazione.

 

 

ALIMENTI DA EVITARE NEL MODO PIÙ ASSOLUTO:

  • Semi di qualunque tipo (semi di girasole, mais, ecc)
  • Carboidrati (pane, biscotti, cereali)
  • Snack per roditori (barrette di semi e miele)
  • Alimenti che contengano lattosio (palline allo yogurt per roditori)
  • Foglie di patata e pomodoro

 

La malattia dentale

Quando vengono somministrati cibi innaturali e sbilanciati, come miscele di semi, pane, biscotti, fioccati e carrube, i movimenti di masticazione sono ridotti di ampiezza e causano un incompleto contatto delle superfici di occlusione e quindi un difettoso consumo, con effetti drammatici, come la formazione di punte, crescita dei denti in senso inverso e intrusione delle radici con conseguente compressione del dotto nasolacrimale, deformazioni ossee e ascessi.

Inoltre, per quanto riguarda conigli che vivono esclusivamente in casa e non hanno la possibilità di esporsi alla luce solare, la malattia dentale è ulteriormente aggravata dalla carenza di vitamina D3.

L’erba di campo, al contrario, è ricca di fibra e richiede una masticazione prolungata e corretta, oltre ad essere poco calorica e ad apportare un adeguato rapporto calcio-fosforo.

I conigli soggetti a malattia dentale presenteranno gradualmente pelo in disordine, cachessia, scolo di saliva, scolo oculare, stasi gastroenterica.

Inoltre le alterazioni dei denti spesso possono indurre il coniglio a favorire il consumo di alimenti molto energetici e a rifiutare l’erba in modo tale da consentire un risparmio della masticazione, alterando ulteriormente la situazione dentale.

 

NON È ASSOLUTAMENTE VERO CHE I SEMI O IL PANE SECCO CONSUMANO I DENTI DEL CONIGLIO!

 

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calopsitta

1 09 2008

 

 

 

 

 

 

CALOPSITTA

(Nimphicus hollandicus)

 

Classificazione

Le calopsitte appartengono alla famiglia degli psittacidi, l’unica compresa nell’ordine degli psittaciformi. Questa famiglia, molto omogenea e di origini antichissime che risalgono al miocene inferiore si distingue all’interno della vasta classe degli uccelli per caratteristiche  anatomiche, fisiologiche e comportamentali:

         Arti zigodattili: le zampe corte hanno due dita rivolte in avanti e due indietro, sono molto prensili e vengono utilizzate con facilità per arrampicarsi e per portare il cibo al becco

         La capacità di imitare suoni e di imitare la voce umana è dovuta alla loro abilità a utilizzare il siringe, un organo localizzato alla base del collo dove la trachea si divide nei due bronchi principali, nel sacco aereo interclavicolare

 

Origine e caratteristiche

È il più piccolo pappagallo tra i  cacatua, molto comune sia in natura che in cattività.

È diffuso in tutta l’Australia, a eccezione delle regioni della costa, soprattutto nelle praterie dell’interno.

Ha abitudini terricole, di solito si possono osservare grandi stormi sul terreno alla ricerca di semi, erbe, frutti e bacche.

Misura circa 32 cm di lunghezza, il colore generale nella forma ancestrale è grigio, ma ne sono state selezionate numerosissime mutazioni.

 

Dimorfismo sessuale

Si ha dimorfismo sessuale solo nella forma ancestrale.

Il maschio ha la testa gialla e una macchia rossa molto accentuata a livello delle copritrici auricolari. Nella femmina la macchia rossa è meno evidente, la testa è grigia e le timoniere sono barrate di grigio e hanno un bordo esterno giallo. La cresta è più gialla e più alta nel maschio.

Nei maschi la macchia rossa si accentua a sei mesi di età, ma la bandatura delle timoniere permane fino alla prima muta completa.

 

 

Come riconoscere un soggetto sano

Un pappagallo sano deve avere un ottimo piumaggio, senza penne imbrattate o spezzate e becco regolare. Entrambi gli occhi devono essere aperti e ben puliti.

Deve avere la capacità di estendere e chiudere perfettamente le ali e non presentare segni di ferite o beccate.

Gli arti non devono presentare lesioni e lo sterno, indice dello stato di nutrizione, non deve essere prominente.

 

Maturità sessuale

La maturità sessuale in entrambi i sessi è raggiunta a 6 mesi.

Allo stato libero la riproduzione avviene dopo la stagione delle piogge, tra agosto e dicembre. Il nido viene allestito nelle cavità dei vecchi alberi di Eucalipto.

 

Numero di uova

La femmina depone generalmente da 3 a 7 uova che cova insieme al maschio.

 

Incubazione

Circa 18 giorni

 

Svezzamento

4 – 5 settimane

 

Alimentazione

Semi, frutta, verdura, bacche.

Si possono dare tutti i tipi di frutta, preferibilmente frutti di stagione: pesche, mele, pere, mango, banana, kiwi, albicocche, arance, mandarini, ecc. Le banane sono molto gradite. Il melone e la papaia sono particolarmente indicati, in quanto ricchi di vitamina A e C. E’ consigliabile somministrare la frutta al mattino.

Bisogna prestare attenzione soprattutto a non eccedere con i semi di girasole. Deficienze o eccessi nella dieta possono sfociare in una moltitudine di problemi, che includono:

         Gotta viscerale

         Carenza di vitamine (Vitamina A,D,E,K)

         Carenza di oligoelementi

         Carenza di minerali (calcio, fosforo, sodio, ecc)

         Patologie della riproduzione

         Minor resistenza alle infezioni

         Steatosi epatica

 

 

 

 

Alimentazione bilanciata a base di estrusi

 

L’estrusione è un processo moderno che consiste nell’aggiungere acqua e vapore per una breve cottura. Gli elementi nutritivi vengono frantumati e resi interamente assimilabili. Grazie alle alte temperature l’alimento è perfettamente sterilizzato.

Altro fattore positivo è la mancanza di polvere.

Questi sono alcuni dei vantaggi di una alimentazione bilanciata:

 

         Fertilità più precoce

         Migliore fecondazione

         Percentuale di schiusa più elevata

         Minor spreco dell’alimento

         Uccelli in condizioni migliori

         Piumaggio con colori più intensi e brillanti

         Aumento della longevità

         Niente bucce e scarti sul fondo

 

Come abituare la calopsitta alla nuova dieta

Alcuni pappagalli accettano senza problemi l’alimentazione a base di estrusi, ma la maggior parte si abitua con difficoltà alla novità. Quindi è necessario avere molta pazienza. Il modo meno traumatico di eseguire il cambiamento consiste nel mescolare una ridotta quantità (1-2 cucchiai) di estrusi al cibo precedentemente somministrato. Quindi, in un periodo di 10-20 giorni bisogna aumentare la quantità di estrusi e ridurre di conseguenza la quantità del vecchio cibo, in modo da eliminarlo gradualmente.

Frutta e verdura devono sempre essere somministrate, ma non devono essere aggiunti preparati a base di vitamine, ossi di seppia, cereali, cibo dell’alimentazione umana o altri tipi di mangime.

È importante ricordare che sale, cioccolata, teina e caffeina sono altamente tossici per i pappagalli.

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LA MOFFETTA

28 08 2008

CLASSIFICAZIONE
Nome comune: MOFFETTA 
(Inglese: skunk) 
Nome scientifico: Mephitis mephitis 
Famiglia: Mustelidi (Mustelidae) 
Ordine: Carnivori (Carnivora) 
Classe: Mammiferi (Mammalia

 

 

Dove Vive: La moffetta in natura la si può incontrare dal Canada centrale fino al Messico del Nord.


Caratteristiche Fisiche 
Peso: Dai 1200 ai 5300 g. 
Lunghezza totale: varia da 57 e 80 cm, di cui 17 – 30 cm spettano alla coda.

Le moffette sono facilmente riconoscibili dal colore del mantello caratteristico di questa specie. La pelliccia è nera con una banda bianca che comincia come figura triangolare sulla parte superiore della testa, si divide sul corpo correndo lungo i fianchi per poi rifondersi nuovamente vicino alla base della coda. Un’altra sottile banda bianca parte dalla fronte fino al naso. La larghezza e la lunghezza delle bande variano in base alla specie. Le bande a volte si fondono già dalla base della coda. La Moffetta comune, ha le dimensioni di un gatto domestico, con una testa piccola, piccole orecchie, delle zampette corte e una coda lunga e lanuginosa. Le zampe provviste di cinque dita sono da plantigrado, cioè quando cammina poggia tutta la pianta del piede. Gli artigli sono più lunghi sulle zampe anteriori per aiutarla nello scavare. Il cranio è diverso da quello degli altri carnivori in quanto possiede soltanto un molare da ogni lato della mascella e due da ogni lato della mandibola. I molari superiori hanno una figura quadrata caratteristica.
La formula dentaria è 3/3 1/1 3/3 di 1/2.

Alimentazione 
La moffetta è un onnivoro, mangia praticamente tutto, compresi gli insetti, i piccoli mammiferi, i pesci, i crostacei, la frutta, erbe, germogli, semi ecc. Cambiano la loro dieta a seconda del clima e della disponibilità alimentare.

Riproduzione 
Le femmine sono monoestrali, ma occasionalmente possono avere un secondo calore se la prima gravidanza è infruttuosa. L’accoppiamento avviene dal mese di Febbraio fino a metà marzo. La gravidanza dura dai 60 ai 77 giorni. Il numero medio di cuccioli per gravidanza è di 5 o 6. Alla nascita, la piccola moffetta è cieca, sorda ed estremamente immatura. Vengono allattati dalla madre per circa un mese, un mese e mezzo. In seguito il piccolo continuerà a seguire la propria madre fino a un anno di età imparando a riconoscere gli alimenti di cui nutrirsi.

Comportamento 
La moffetta ha forse il sistema di difesa più conosciuto al mondo, e cioè lo spruzzo di “puzza”. Solitamente non scaricano il contenuto ripugnante delle loro ghiandole almeno che non siano seriamente minacciate. 
Prima di utilizzare il suo getto micidiale la puzzola americana cerca di intimorire l’avversario inarcando la schiena e rizzando la coda, ma se questo non dovesse bastare, la moffetta emetterà da due ghiandole situate nell’ano un getto di liquido che percorre circa 30 centimetro liquido “vaporizzandosi” per i successivi 2 o 3 metri. Lo spruzzo spesso causa nausea e bruciore agli occhi e alle cavità nasali dell’aggressore. Lo spruzzo inoltre è usato dai maschi per comunicare con il sesso opposto durante la stagione dell’accoppiamento e per contrassegnare il loro territorio.
I maschi in genere sono poligami e solitari. I maschi e le femmine rimangono assieme soltanto per i pochi giorni richiesti per l’accoppiamento.
Le moffette sono notturne, di giorno dormono in tane scavate nel terreno dalle quali escono verso il crepuscolo per alimentarsi. Preferiscono usare delle tane esistenti scavate da altri o delle cavità naturali sotto i ceppi o le radici degli alberi. Se necessario usano i loro lunghi artigli anteriori per scavarsene una tutta loro.
Sia i maschi sia le femmine vanno in letargo da novembre fino a marzo. Le femmine rimangono nella loro tana per tutta la durata dell’inverno, mentre i maschi escono, solitamente durante i periodi più caldi per alimentarsi. Di solito nella stessa tana passano l’inverno sei o sette femmine e i relativi cuccioli. Un maschio a volte occupa una tana con le femmine, ma solitamente vive da solo nella propria.

Habitat 
La moffetta preferisce gli spazi aperti con qualche albero, i pascoli e le aree agricole. Non si trovano mai a più di 3 Km da una fonte d’acqua. Inoltre si trovano spesso nelle zone suburbane a causa dell’abbondanza delle costruzioni che forniscono loro la necessaria protezione.


importanza economica per gli esseri umani 


positivi
Le moffette, a causa della loro dieta, eliminano i parassiti costituiti da roditori e insetti che causano la distruzione dei raccolti. In passato, le pelli della puzzola americana erano utilizzate all’industria delle pellicce, ora questa pelliccia ha perso di valore proprio perché quest’animaletto sta diventando sempre più frequentemente un animale da compagnia.
Negativi 
Sono uno dei serbatoi primari della rabbia silvestre e quindi possono essere molto pericolosi per gli animali domestici e gli esseri umani.

Curiosità 
Lo spruzzo di una moffetta non causerà cecità permanente, ma il suo effetto svanirà in poche ore. La puzza è molto difficile da rimuovere dai vestiti, ma l’ammoniaca, la benzina ed il succo di pomodoro sono molto efficaci nel rimuovere la maggior parte dell’odore prima di un buon bagno.

COME ANIMALE DOMESTICO

 

La moffetta domestica è intelligente e spiritosa. Vi chiedete come può uno moffetta essere spiritosa? Sono felice che me lo abbiate chiesto! 
Per esempio, posso giocare sul pavimento con la mia moffetta. Un gioco che ci piace molto è rincorrerci per casa a turno, una volta la inseguo io e una volta mi rincorre lei. Posso vedere i suoi piccoli occhi ballare per l’eccitazione e la felicità! 
Possono essere anche molto testarde, ma sarà molto difficile arrabbiarsi con loro. Se dite loro no, o chiedete loro di fare qualcosa che loro non approvano, sbatteranno i loro piccoli piedi per terra, guardandoci con sguardo “imbronciato”. 
La personalità della moffetta domestica è unica rispetto a tutti gli animali esotici che ho avuta il piacere di conoscere.

Una falsa credenza è che hanno tutte la rabbia. La cosa più scioccante e spaventosa è che alcune riviste o programmi televisivi sostengono questa errata convinzione

 

Le moffette domestiche sono degli animali domestici eccezionali. Ma dovete rendervi conto che le moffette non sono come un cane o un gatto. Possono essere molto distruttive. I loro requisiti dietetici sono verdura fresca, frutta, frumento intero, latticini e una quantità limitata di proteina di alta qualità; quindi il suo mantenimento può diventare abbastanza costoso. Se una moffetta è spaventata o non è castrata può diventare molto aggressiva. La moffetta non può MAI essere tenuta continuamente in gabbia! Se mettete in gabbia una moffetta, diverrà aggressiva e mordace. 
Quindi prima di acquistarla pensateci bene.

Così avete deciso, prederete una moffetta. Assicuratevi che lo moffetta abbia gli occhi limpidi e luminosi, un manto spesso, lucido, e morbido. Osservate che le strisce bianche non siano gialle o presentino delle macchie di questo colore “la macchia” gialla è il segnale di un problema di salute. La moffetta deve essere attiva e felice.

 

La cosa più importante che dovrete fare è di creare un forte legame con questo piccolo animale domestico. Dovete tenerlo con voi per più tempo possibile. La moffetta ha un olfatto acuto, standovi vicino imparerà a conoscere e ad amare il vostro odore. 
I cuccioli amano giocare. Godono quando giocate con loro. Amano sbattere i loro piccoli piedini anteriori, voi fate lo stesso con le vostri mani, loro ripeteranno il gesto e vi imiteranno di conseguenza. Amano giocare con i giocattoli. Giocare alla lotta è per loro molto divertente, ma ve lo sconsiglio vivamente se desiderate un animale domestico delicato e amorevole e non un animale aggressivo.

Come ho accennato prima la cosa migliore sarebbe di non mettere mai in gabbia una moffetta. Quando sono piccoli è più facile tenerli in uno spazio limitato. Potrete al massimo rinchiuderli in una camera o nella stanza da bagno. Questo vi aiuterà a non calpestarla e a fare in modo che non vi devasti la casa, inoltre aiuta nel processo di addestramento della toletta. Quando siete intenti alla lettura, o a guardare la TV, potete tenerla d’occhio, la lascerete vagare per casa, gli lascerete avere accesso totale alla maggior parte della casa.
La moffetta può fuoriuscire dal più piccolo dei pertugi. Non sono sicuro di come facciano, ma possono appiattirsi completamente e passare in quasi qualunque pertugio. La moffetta non ha istinti territoriali, hanno una forte curiosità ed una volta fuori di casa, fiuteranno e studieranno a destra e a manca perdendosi molto facilmente. 
Una volta all’esterno è indifesa (le ghiandole dell’odore gli sono state tolte da piccola) e facilmente finirà preda di qualche cane o altro animale. Quindi state molto attenti affinché non esca e se proprio volete farla uscire procuratevi un guinzaglio molto lungo e una pettorina di quelle che si trovano in commercio appositamente studiate per la moffetta. 
È estremamente raro che uno moffetta perso venga ritrovata.
Dovrete mettere la sicura per bambini agli armadietti che contengono sostanze nocive e dovrete mettere i vasi da fiori fuori dalla sua portata.

Nutrizione

Assicuratevi che abbia abbondanza di acqua dolce a disposizione. La moffetta ha bisogno di una dieta molto nutriente. Alimenti freschi, verdure cucinate e crude ben lavate, frutta, del pollo cotto alla griglia e del tacchino, mai MANZO! Il formaggio può essere dato in piccole quantità, compresa la ricotta. Non date MAI alla moffetta il cibo per gatti, le ucciderebbe.
Ci sono alcune cose che bisogna sapere per alimentarla in modo sano e corretto:

1. Il mangime per gatti può essere nocivo alla loro salute fino a farle morire.
2. Il mangime per cani da solo non è sufficiente.
3. Ha bisogno di più calcio di quanto ce ne sia nelle scatolette per cani
4. Ha bisogno di un integratore di magnesio e di taurina
5. La moffetta è onnivora (mangi sia la carne che le verdure).
6. Necessità anche di alimenti solidi per mantenere una buona dentatura.
La moffetta tende a diventare obesa, quindi il cibo va razionato adeguatamente

 

PIANETA ANIMALE
VIA CARDUCCI 46 MASSA
TEL:0585793241
CEL:3466816731





furetti

28 08 2008

Mustela Putorius Furo

 

Comincio con il dire che sul furetto c’è tanto da parlare,pertanto consiglio spassionatamente questo libro,scritto proprio da una veterinaria:

 

“il furetto”di marta avanzi,de vecchi editore

 

assolutamente mooolto mooolto utile,davvero un buon punto di riferimento per il proprietario perché affronta qualsiasi tematica ed esponendola in modo semplice ma efficace!!

 

esordisco con questa introduzione perché il furetto anche se caratterialmente molti lo considerano un ibrido tra cane e gatto,poi all’atto pratico è diverso da gestire e necessita anche di un altro tipo di attenzioni!!!..per questo motivo non è adatto ai bambini.

 

comunque niente meglio dell’esperienza diretta ci può far realmente comprendere questo tipo di animaletto..quindi se con il passare del tempo ti rendi conto che non è proprio l’animale per te non lo abbandonare,ma soprattutto non lo lasciare in boschi,boschetti e praticelli pensando di fare la cosa migliore,perché il furetto andrebbe incontro a morte certa,dato che è nato e cresciuto in cattività!!!

Se mai dovessi trovarti a dover dare via il tuo furetto o conosci qualcuno in questa condizione non esitare a chiamarmi o lascia annunci in giro,in veterinari,su internet(consiglio www.furetti.com o www.italypet.com =siti dove è anche possibile trovare accessori,ulteriori info,ecc,ecc..)che una nuova sistemazione si trova facilente!!!

 

per darti un’idea generale,comunque proverò a riassumere più o meno ciò che tirando le somme dovresti sapere sul tuo nuovo amichetto,per poterlo crescere come si deve e poter avere una convivenza il più piacevole e duratura possibile..anche se prima di tutto bisogna avere buon senso e sensibilità..(ricordo ancora l’acquisto del libro sopra citato,facilmente reperibile od ordinabile)

 

cose da tenere sempre a mente:

 

il furetto è un essere vivente.. pertanto come noi ha bisogno di tanto affetto!!

essendo un essere vivente ha i suoi tempi,le sue esigenze ed i suoi modi di esprimersi.. pertanto bisogna rispettarlo e non bisogna aspettarsi da lui cose che non può dare.

 

il furetto mediamente vive intorno agli 8 anni,quindi sappi che se lo prendi con te,con te rimarrà!!!non te ne puoi sbarazzare come fosse una maglietta smessa!!

 

il furetto non è un animale da gabbia,ha bisogno di uscire un po’ tutti i giorni dalla”cella”..la gabbia in ogni caso deve essere bella grande ed accessoriata(esistono nei negozi gabbie apposite per loro provviste anche di tubi,amaca,beverino e triangoliera)..

puoi farlo scorazzare per casa,in camera,ma lui sarà felice di accompagnarti anche al parco o dove tu preferisci..

 

solitamente soprattutto,nei negozi,fanno passare il furetto d’allevamento,già sterelizzato e deghiandolato,come i furetto”perfetto”..quando poi in realtà queste povere creature hanno maggiormente la probabilità di ammalarsi sin da cuccioli di cancro o tumore!!ed inoltre hanno comunque un’altissima mortalità!!Questo dipende spesso e volentieri dal fatto che prima di tutto operano i cuccioli quando sono ancora troppo piccoli,in secondo luogo dal fatto che per operarli li passano sotto un laser..e di quest’operazione ne risente così l’intero organismo!

Già che ci siamo approfondiamo il tema:è importante far sterilizzare il proprio furetto se non lo si può o non lo si vuole far accoppiare,perché

Il maschio in questo modo diventa meno aggressivo con altri maschi interi e il suo caratteristico odore un po’ si attenua perché gli ormoni regolano le ghiandole sebacee della pelle

La femmina  in calore non ovula (come il cane x esempio)quindi continuando a produrre estrogeni può morire di un’anemia,chiamata iperestrogenismo!

Tale operazione va effettuta intorno al 6 mese di vita.

 

D’altra parte non è necessario operare il furetto per asportargli le ghiandole anali perché sono ghiandole che in cattività per lo più non vengono utilizzate,inoltre non incrementano in alcun modo l’odore caratteristico che il furetto già di per sé possiede!

 

all’atto pratico..:

 

-il furetto ha l’intestino breve quindi fa pasti frequenti e defeca spesso

>quindi lasciargli sempre acqua e cibo a disposizione e pulisci la lettiera della gabbia quando necessario!

>lasciare anche sempre a disposizione acqua pulita..considera che se il furetto non può bere tende a non mangiare

 

-il furetto deve fare il vaccino contro il cimurro all’età di 2 mesi circa.tale vaccino consiste in 3 iniezioni a distanza di 3 settimane circa l’una dall’altra

 

-il furetto non possiede ghiandole sudoripare,non suda perciò non regola la propria temperatura corporea,quindi risente molto delle temperature alte

>quindi l’estate bisogna tenerlo in posti freschi,all’ombra e bisogna bagnarlo spesso.(qst nel caso di spostamenti o di un giro in spiaggia o cmq fuori casa,conviene portarsi uno spruzzino per l’acqua)

 

-il furetto è un animale curioso

>quindi tenerlo sotto controllo sempre,sia in casa che fuori e non lasciarlo sciolto in giardino o in mezzo al prato,spiaggia..perchè si allontanerebbe(per lo stesso motivo non tenerlo in terrazzo fuori dalla gabbia!)inoltre si diverte ad arrampicarsi ed attenzione alla lavatrice,frigo,spazzatura..(io quando li libero in casa non faccio altro che chiudere le porte degli ambienti più”a rischio”)

 

 

 

-il furetto femmina in calore non ovula

>quindi quando andrà in primavera in calore lo si deve far accoppiare(intorno al 15 giorno) o far sterelizzare altrimenti rischia la morte per iperestrogenismo:malattia dovuta alla produzione eccessiva di estrogeni,che causa la distruzione dei globuli bianchi,rossi…alla morte dell’animale!!

>il furetto femmina quando è in calore ha la vulva notevolmente ingrossata,”gonfia”

>il furetto femmina può andare in calore anche 2 volte l’anno:autunno/primavera

 

 

-i furetti adorano la gomma

>quindi attenzione ai giochi che gli date e ad eventuali fili in giro per casa o cmq materiali in gomma perchè usurandoli li ingerirebbero e ciò può provocare problemi come ostruzioni intestinali

 

 

 

-i furetti non devono mangiare latte,lattici,fibre,pesce perchè non lo digeriscono e gli fanno venire la diarrea.no ossa di alcun tipo perché le schegge gli danneggerebbero l’intestino

>il furetto è onnivoro:necessita principalmente di cibi altamente proteici,ma gradisce anche la frutta,la quale però non gli apporta gran chè di nutrimento,quindi considerarla un ottimo premietto o spuntino..sono reperibili in commercio mangimi per furetti,in alternativa di questi è possibile utilizzare cibo per gattini cuccioli(leggendo le componenti sull’etichetta è preferibile scartare i mangimi che contengono latte o suoi derivati)..in generale è bene somministrargli anche della carne di pollo e del macinato,ben cotta e scondita

>vanno evitati cibi per cani (poiché possiedono eccessive fibre per il furetto) o con basso valore proteico!

 

 

 

-se il furetto vomita vuol dire sicuramente che ha ingerito qualcosa che non va o che sta male!!

>controllare immediatamente che non abbia niente di traverso,se la cosa persiste consultare il veterinario!

 

-il furetto può contrarre dall’uomo l’influenza

>se si è influenzati o raffreddati evitare il contatto diretto con il furetto almeno fino a che non si sta meglio…nel furetto essa ha un decorso simile a quello dell’uomo e generalmente se curato guarisce in ½ settimane..tuttavia se persiste la malattia o il furetto appare particolarm abbattuto o rifiuta il cibo,consultare il veterinario!

 

-al furetto si può fare il bagno,ci sono furetti più amanti dell’acqua e altri meno..tuttaia conviene fare 1 bagno al mese in linea di massima per non seccare troppo la cute dell’animale e mantenere il pelo vitale…esistono a riguardo shampoo specifici per il ph del furetto,inoltre per il tempo restante lo si può lavare nebulizzando con shampoo a secco

 

-il furetto fa parte della famiglia dei mustelidi,quindi è parente della puzzola,pertanto possiede

ghiandole anali interne

 

-al furetto in cattività bisogna spuntare le unghie che altrimenti diventano appuntite come quelle di un gatto..si può utilizzare una tronchesina o forbicette x gatti .fare attenzione a tagliare solo la parte terminale dell’unghia in eccesso,non bisogna tagliare troppo perché si andrebbe a ledere il capillare che è presente all’interno e che comunque è visibile dall’esterno!

 

queste in linea di massima sono le cose che vanno sapute assolutamente..spero di non averti

scoraggiato..sappi che cmq sono tutte cose che una volta acquisite vengono

spontanee e non ti richiedono assolutamente nessuno stress..certo bisogna solo avere un pò di

 pazienza ,soprattutto all’inizio ma poi,ti assicuro,no problem..te ne innamori!!..altrimenti non si

 spiegherebbe perchè questo animale sta prendendo sempre più piede e ci sono così tante persone che ne possiedono più di uno o che ne allevano cucciolate a casa!  ;-P

 

ora che ti ho illustrato le cose a cui devi stare più attento ti do un piccolo assaggio sulle cose che potrete condividere tu ed il tuo furetto:

 

-il furetto lo puoi portare al guinzaglio(esistono apposite pettorine per loro)quindi ci puoi andare a fare le passaggiate al mare(ricordati di tenerlo all’ombra quando stai fermo per un pò e di legarlo),in montagna..al parco(e ti ricordo gli incontri dei furoparty)

-il furetto non è un nuotatore nato,ma qualche bagnetto con te,breve,se lo fa volentieri

-fa i bisognini nella lettiera come il gatto..devi solo abituarlo a farli sempre lì,magari premiandolo a comunque sgridandolo quando la fa da un’altra parte

-se glielo insegni imparerà a venire quando lo chiami

-più va avanti il tempo e più ti dimostrerà il suo affetto,con leccatine e piccoli gesti..per esempio ti verrà in braccio,dormirà con te(a seconda dei casi,i miei lo fanno perchè li tengo sempre liberi in camera mia)

-è un animale giocherellone,simpaticissimo..ti farà morire dalle risate con i suoi modi di fare

 

..penso di averti riassunto in breve quello che dovresti sapere..se vuoi altre info non esitare a chiedere!

 

-se parti non lasciarlo solo per più di qualche giorno!! E controlla di avergli lasciato a disposizione acqua e cibo a sufficienza..

se sai di andar via per lungo tempo portalo con te e se questo non e possibile affidalo a qualcuno che conosci bene!!

 

 

pensaci bene perchè ti accompagnerà sempre!(ovviamente quando non sta nella sua gabbiona a sonnecchiare o a giocare)

 

<<in generale considera che il furetto è un animale che più gli dai tanto ti da!!>>

 

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