Il Falso Koala (Trichosurus vulpecula) è il più comune e il più diffuso tra tutte le specie dimarsupiali australiani. Vive dunque in Australia ed in Tasmania e prospera anche in Nuova Zelanda, ove fu introdotto nel 1858. Il tricosuro volpino è noto anche come «opossum volpino», poiché, lungo circa 60 cm, ha le stesse dimensioni della volpe rossa, testa simile a quella dellavolpe con orecchie grandi e muso appuntito. La caratteristica saliente, tuttavia, è rappresentata dalla coda, che è prensile in punta con un pezzo nudo nella parte inferiore. La pelliccia è spessa, lanosa e di colore variabile, dal grigio argenteo al marrone scuro o al nero.
COMPORTAMENTO
Il tricosuro volpino preferisce gli alberi, ma vive anche nella bassa macchia o in zone prive di alberi, ove utilizza le tane dei conigli. Si è anche abituato a vivere negli spazi dei soffitti delle case, persino nei sobborghi delle grandi città. Dato che è un animale notturno, non è ben accetto per il rumore che provoca muovendosi sui soffitti ed anche per le macchie che genera al disotto dei soffitti stessi; inoltre rovina i fiori dei giardini. Il tricosuro ha un comportamento piuttosto indifferente nei confronti degli esseri umani. Uno selvatico, visto nelle vicinanze di alcune case, non si è opposto ad alcune carezze, sebbene non si sia lasciato prendere. Ha poi tentato di mordere e graffiare pur senza emettere alcun suono. Ciò contrasta con il rumore che provoca nelle lotte con altri tricosuri, quando fischia e grugnisce con forti grida che terminano in un rauco strillo.
ALIMENTAZIONE
essenzialmente vegetariano. Infatti, si nutre principalmente di germogli, ma il cibo preferito è il vischio australiano. Si ritiene che il suo cibo consista anche in uova ed uccellini che prende dai nidi e che mangi altresì le carogne.
NEMICI
Sembra che il tricosuro volpino, di giorno, sia preda delle aquile. Inoltre, come per tutti gli animali che non dispongono di un rifugio adeguato, il numero di questi animali dipende largamente dalla disponibilità di alberi cavi o di tane. Comunque, il dingo tenta di dargli la caccia e strappa la corteccia dall’albero per cercare di raggiungerlo. Ma suo principale nemico è il lantanoto, conosciuto anche come «goanna». Infatti, mentre questo si arrampica sull’albero, il tricosuro volpino, dai rami superiori, lancia grida di spavento. Gli aborigeni,che cucinavano e mangiavano il tricosuro, riuscivano talvolta a catturarlo scavando nella corteccia degli alberi alla maniera del lantanoto.
RIPRODUZIONE
L’accoppiamento dei tricosuri volpini avviene in maggio-giugno, ma dapprima nelle zone meridionali. La gestazione dura 17-18 giorni. Il parto comprende generalmente un solo piccolo, talvolta due, e questo lascia il marsupio fra luglio e settembre divenendo indipendente dalla madre nel periodo compreso fra settembre e novembre. Alla nascita è lungo 1,3 cm e pesa meno di 2 g, peso quanto mai ridotto rispetto a quello della madre, che è di circa 4,5 kg. Raggiunge la maturità nel febbraio successivo e la maturità sessuale tre mesi dopo.Come per gli altri piccoli marsupiali, il tricosuro volpino neonato si fa largo attraverso la vagina, senza essere aiutato, fino al marsupio. Avanza con un movimento delle zampine anteriori che, appena nato, sono più lunghe di quelle posteriori, tutte munite, comunque, di robusti artigli. Per potersi aggrappare alla pelliccia della madre, le sue zampe si possono flettere. Ci vogliono circa sette minuti perché il tricosuro neonato percorra la distanza di 6 cm circa che lo separa dal marsupio. Non appena giuntovi, afferra una delle due mammelle con la bocca e vi resta appeso per qualche settimana, periodo durante il quale incomincia a rassomigliare ai genitori. Se il piccolo non riesce a raggiungere il marsupio, o si perde per una qualsivoglia altra ragione, ne nasce subito un altro
ACCANTO ALL’UOMO
La popolazione dei tricosuri volpini, in Nuova Zelanda, ha raggiunto il numero stupefacente di 25 milioni di unità. Unico predatore di questa specie è l’uomo. Circa un milione l’anno di questi animali sono catturati per sfruttarne la pelliccia ed un’altrettanta quantità è distrutta per stabilire il necessario equilibrio biologico. Ciò nonostante, l’aumento annuo è dell’ordine del 25 per cento circa a dispetto del basso indice di natalità.I predatori non mancano invece in Australia dove, benché vi sia tremendamente braccato, questo animale riesce a sopravvivere. Il tricosuro volpino vi è tuttavia considerato un vero e proprio flagello per gli orti e le aziende agricole. D’altronde, gli si dà sempre una certa caccia in ragione della sua pelliccia pregiata, la quale è stata venduta ed esportata come se si trattasse di pelliccia di castoro, moffetta e cincillà di Adelaide.Durante il periodo di depressione economica del 1931, i disoccupati furono incoraggiati a dedicarsi alla caccia del tricosuro volpino incrementando così il commercio della sua pelliccia. Infatti, tra il giugno ed il luglio di quell’anno oltre 800.000 pelli furono vendute tenendo conto unicamente di quelle provenienti dalle terre demaniali. Precedentemente, nel 1906, oltre 4 milioni di pelli furono vendute a Londra e New York. Il pedaggio annuo non è sempre in quest’ordine di misura e, per la maggior parte degli anni, è notevolmente più basso.Sta sorgendo, tuttavia, un simpatico orientamento dovuto in parte ad una crescente presa di coscienza sulla necessità di preservare la fauna che è peculiare dell’Australia. Non è d’altronde sfuggito all’attenzione dei più che il tricosuro volpino, nutrendosi di vischio e quindi controllandone la diffusione, giova non solo agli alberi del luogo, ma aiuta altresì indirettamente l’industria del miele. Il valore economico di questo marsupiale nel ridurre gli effetti negativi del vischio sugli alberi da gomma che producono il nettare per le api, è stato dimostrato con esperimenti diretti. Tuttavia, ne deriva pur sempre anche la necessità di un controllo locale. Ciò premesso, v’è poco da temere, poiché la capacità del tricosuro volpino di sopravvivere alle persecuzioni è dovuta, come per i topi, alla sua straordinaria adattabilità. Infatti, il tricosuro volpino può vivere in qualsiasi tipo di habitat e, essendo essenzialmente vegetariano, è difficile che avverta carenza di cibo.

il vulpecola da noi venduto,nella sua nuova casa

l'opossum da noi venduto nella sua nuva casa
DISTRIBUZIONE E HABITAT







