GEOCHELONE SULCATA

12 01 2009

geochelone-sulcata1DISTRIBUZIONE E HABITAT
In una striscia di terra che va dall’Etiopia al Senegal passando per il Sudan, Ciad, Niger, Mali e Mauritiana. Vive in boscaglie di acacia e nelle zone desertiche con escursioni termiche e scarsissima acqua. Il suo metabolismo, infatti, è ben adatto alla conservazione dell’acqua che ricava dalla vegetazione.

(foto non originale)

DIMENSIONI MASSIME E CARATTERISTICHE FISICHE
Dopo le tartarughe giganti delle Galapagos e delle Seyshelles, G. Sulcata è la più grande delle tartarughe terrestri, infatti può raggiungere dimensioni di 80-85 cm e pesare fino a 100 Kg. La pelle è marrone chiaro e gli arti sono protetti da scaglie molto pronunciate. Vicino la coda sono presenti due tubercoli ben evidenti e il carapace ha una colorazione marrone chiara che scurisce ai margini degli scuti.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI(abitudini)
E’ attiva il mattino e la sera. Sono animali territoriali che non convivono con altre specie e spesso i maschi non accettano neanche la femmina al di fuori del periodo dell’accoppiamento. Durante i periodi caldi scavano delle profonde gallerie nel terreno per ripararsi dalla calura.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA’
Date le dimensioni, necessita di molto spazio e invece di un terrario l’ideale sarebbe dedicargli un’intera stanza o una serra riscaldata. La temperatura deve essere costante ed aggirarsi sui 30-31 gradi nella zona più calda e 22 nella zona più fredda. Provenendo da ambienti aridi non tollera le basse temperature e l’umidità: queste condizioni possono provocare malattie delle vie respiratorie. Deve essere a disposizione una fonte di UVB necessaria per la trasformazione della vitamina D2 in vitamina D3 e quindi per il metabolismo del calcio. Nel terrario l’acqua può essere inserita 2-3 volte alla settimana per evitare che il tasso di umidità sia troppo elevato. Le esposizioni alla luce solare sono molto salutari ma il recinto preparato deve essere molto solido.

DIMORFISMO SESSUALE
Il maschio è più grosso della femmina, il piastrone è concavo e la coda più grossa, inoltre, gli scuti anali del piastrone formano un angolo più ampio.

RIPRODUZIONE
I maschi raggiungono la maturità sessuale quando il loro carapace misura all’incirca 35 cm di diametro. Queste tartarughe sono aggressive specialmente durante il tempo della riproduzione. I maschi urtano l’un l’altro e spesso le liti finiscono con ferite sanguinanti. L’accoppiamento avviene preferibilmente dopo la stagione delle piogge e il maschio cammina intorno alla femmina urtandola col suo guscio e inducendola ad accoppiarsi. Qualche tempo dopo l’accoppiamento la femmina diventa sempre più irrequieta fino all’autunno, quando comincia a scavare una buca di circa 60 cm di diametro e profonda 10-15 cm per deporre le uova. Per far questo impiega fino a 5 ore di lavoro. Per garantire la giusta umidità alle uova, prima di iniziare la deposizione, urina nel nido. Si possono susseguire fino a 6 covate in un anno ciascuna con una media di 20 uova. Le uova sono bianche, sferiche con un guscio fragile e per ricoprirle la femmina impiega più di un’ora. I tempi di incubazione sono variabili, possono andare da 80 a 160 giorni; in cattività si deve mantenere una temperatura di 30 gradi e un’umidità del 50%. Si deve fornire un luogo morbido dove scavare. Alla nascita le piccole tartarughe hanno un carapace lungo 4-6 cm, pesano all’incirca 25 grammi e sono di colore giallo-marrone chiaro.

ALIMENTAZIONE
Esclusivamente vegetariana. La dieta deve essere costituita da moltissima fibra, da un alto tasso di calcio e dall’assenza di proteine animali. La carenza di fibra porta a problemi come diarrea e quindi disidratazione, perdita di peso, prolassi intestinali, ad una maggiore suscettibilità ai flagellati e vermi intestinali. Un integratore a base di calcio è fondamentale, questi rettili infatti crescono molto rapidamente e ne assimilano grandi quantità. Si possono somministrare erbe miste di campo, insalate varie, radicchi, cicoria, erba medica, fiori di ibisco, trifogli, pomodori; cavoli, broccoli, bietole e brassicacee in generale vanno somministrate con parsimonia perché contengono ossalati che legano il calcio e non lo rendono così più disponibile per l’assimilazione. La frutta può essere offerta molto saltuariamente.

LETARGO
Non vanno in letargo e devono essere allevate in terrario ben riscaldato durante i mesi freddi.

STATUS GIURIDICO
E’ compresa nella Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.) in Appendice II, Allegato B.

Fonte:
Il grande libro delle tartarughe – de vecchi editore
Tutto tartarughe – De agostini
Tartaclub italia
Tartarughe terrestri sane e felici