la genetta

10 09 2008

Classe:  mammiferi
Ordine:  carnivori
Famiglia: viverridi

Descrizione:

La genetta è un mammifero grande come un gatto ma di peso inferiore, raggiunge circa i 2kg da adulto, il maschio è più grande della femmina. Fa le fusa, ha le unghie retrattili, ma non è un felino.
Appartiene alla famiglia dei viverridi, come lo zibetto e il suricato.
Ha le zampecorte, il corpo snello e una coda molto lunga che le serve per mantenere l’equilibrio quando si arrampica sugli alberi. Il pelo è di solito marrone con varie sfumature, è maculato sulla schiena e sulla
pancia. Ci sono anche delle genette nere (melaniche) e albine. E’ un animale prevalentemente notturno e solitario. In natura ci sono varie specie di genette che vivono soprattutto in Africa, ma anche in Europa
(Penisola Iberica, Francia e sono stati avvistati alcuni esemplari anche in Piemonte).

Recenti studi di paleontologia hanno evidenziato il fatto che la genetta sia stata introdotta in Europa da popolazioni provenienti dall’Africa circa 2000 anni fa. E’ noto che gli antichi Egizi, i Romani e gli Arabi tenessero le genette nelle case, perché sono sempre state abilissime nel cacciare i topi. La genetta è
classificata come mammifero carnivoro, in realtà è onnivoro, si nutre di piccole prede fra cui roditori e insetti e mangia anche la frutta. A sua volta è preda di gufi, felini e serpenti.
La genetta è dotata di ghiandole perianali che secernono una sostanza dall’odore pungente chiamata muschio e le servono per marcare il territorio. In natura si riproduce due volte all’anno e la femmina
partorisce al massimo 4 piccoli, solitamente 2 o 3. I cuccioli nascono ciechi e aprono gli occhi dopo i dieci giorni di vita. Si nutrono del latte materno fino a due mesi. Questo animale vive anche fino a 15
anni.
La genetta domestica: si può tenere come animale da compagnia, non necessita di Cites. Tuttavia, una genetta in casa non è sempre facile da gestire: richiede spazio, non deve essere tenuta sempre in gabbia,
ha la tendenza ad arrampicarsi ovunque e non è quasi mai completamente domestica. Ad esempio, se vede una finestra aperta, una genetta è portata ad uscire perché è un animale agilissimo e curioso. Se vive a
contatto con le persone diventa affettuosa e perde, in parte, le sue abitudini notturne, anche se concentra le sue attività nelle ore serali o alla mattina presto. Se tenuta in casa impara ad usare la lettiera,
ma non con la stessa precisione dei gatti. Dopo aver mangiato, si pulisce il musetto con le zampe anteriori e dedica parte del suo tempo alla pulizia del suo pelo.  Si alza spesso sulle zampe posteriori quando sente dei rumori o quando è incuriosita dalla presenza di qualcuno. Spesso dorme acciambellata come un gatto. Si adatta a vivere anche nei climi rigidi, ma preferisce il caldo. In inverno, se si trova in casa, si addormenta vicino al termosifone. Raramente emette dei versi, ciò avviene durante l’accoppiamento o quando lotta con un altro animale. Quando è contenta fa le fusa e quando non vuole essere disturbata soffia e ingrossa la coda. Se vive sempre in casa non occorre vaccinarla, in alcuni casi il vaccino ha avuto un esito letale
su questi animali. Generalmente va nutrita con carne cotta e frutta, gradisce soprattutto banane e mele. Alcune persone danno alle genette delle piccole prede vive o del cibo secco o in scatola per gatti.

 PIANETA ANIMALE
VIA CARDUCCI 46 MASSA
TEL:0585793241
CEL:3466816731





coniglio nano

1 09 2008

CONIGLIO DA COMPAGNIA

(Oryctolagus cuniculus)

 

 

Una corretta alimentazione svolge un ruolo fondamentale per la salute del coniglio; sono infatti molto frequenti errori alimentari che possono causare problemi gravi e spesso mortali: patologie metaboliche, gastroenteriche e soprattutto a carico dei denti.

Infatti il coniglio è un erbivoro stretto che necessita di alimenti con alto contenuto di fibra, sia per stimolare la motilità gastrointestinale che come fonte principale di nutrimento.

In natura il Coniglio selvatico si alimenta soprattutto nei prati e nelle radure dei boschi con vegetazione erbacea. L’alimentazione naturale è composta da varie specie di erbe, gemme e germogli e, soprattutto nel periodo invernale, cortecce tenere di arbusti.

Quindi, per coloro che ne hanno la possibilità, la soluzione migliore sarebbe quella di lasciare l’animale libero di alimentarsi in giardino, naturalmente facendo prima attenzione che non ci siano vie di fuga o cani liberi.

Se questo non è possibile l’alimentazione dovrà essere basata sulla somministrazione ab libitum di fieno di buona qualità, erbe di campo fresche come Tarassaco (Taraxacum sp), Trifoglio (Trifolium sp), Erba medica (Medicago sativa) e vegetali: insalata, bietole, broccoli, cavolo, spinaci.

È importante non eccedere con l’insalata. Le piante di campo devono essere raccolte lontano da aree esposte ai gas di scarico e da zone nelle quali possano essere stati usati pesticidi.

In commercio si trovano mix di pellet e semi, assolutamente non adatti ai conigli, perchè troppo ricchi di carboidrati e lipidi, e poveri di fibra. L’unico pellet adatto per l’alimentazione del coniglio deve essere a base di erba e fieno, e comunque deve sempre ricoprire una percentuale minima dell’alimentazione.

Evitare in ogni caso cambi bruschi di alimentazione.

 

 

ALIMENTI DA EVITARE NEL MODO PIÙ ASSOLUTO:

  • Semi di qualunque tipo (semi di girasole, mais, ecc)
  • Carboidrati (pane, biscotti, cereali)
  • Snack per roditori (barrette di semi e miele)
  • Alimenti che contengano lattosio (palline allo yogurt per roditori)
  • Foglie di patata e pomodoro

 

La malattia dentale

Quando vengono somministrati cibi innaturali e sbilanciati, come miscele di semi, pane, biscotti, fioccati e carrube, i movimenti di masticazione sono ridotti di ampiezza e causano un incompleto contatto delle superfici di occlusione e quindi un difettoso consumo, con effetti drammatici, come la formazione di punte, crescita dei denti in senso inverso e intrusione delle radici con conseguente compressione del dotto nasolacrimale, deformazioni ossee e ascessi.

Inoltre, per quanto riguarda conigli che vivono esclusivamente in casa e non hanno la possibilità di esporsi alla luce solare, la malattia dentale è ulteriormente aggravata dalla carenza di vitamina D3.

L’erba di campo, al contrario, è ricca di fibra e richiede una masticazione prolungata e corretta, oltre ad essere poco calorica e ad apportare un adeguato rapporto calcio-fosforo.

I conigli soggetti a malattia dentale presenteranno gradualmente pelo in disordine, cachessia, scolo di saliva, scolo oculare, stasi gastroenterica.

Inoltre le alterazioni dei denti spesso possono indurre il coniglio a favorire il consumo di alimenti molto energetici e a rifiutare l’erba in modo tale da consentire un risparmio della masticazione, alterando ulteriormente la situazione dentale.

 

NON È ASSOLUTAMENTE VERO CHE I SEMI O IL PANE SECCO CONSUMANO I DENTI DEL CONIGLIO!

 

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VIA CARDUCCI 46 MASSA
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