le malattie più frequenti delle tartarughe

15 09 2008


Malattia


Cause


Sintomi


Veterinario?

Malattie alle vie respiratorie

Raffreddamento, polmonite, temperatura ambientale inadatta, insufficiente assunzione di cibo

Bocca spalancata, estensione del collo, abbondante scolo nasale ed orale (bolle d’aria), debolezza, iperattività (a causa della difficoltà respiratoria), respirazione sibillante

Tartarughe d’acqua: nuota inclinata su un lato, difficoltà a riemergere 

Tenere l’animale in un ambiente con temperatura ottimale (non lasciare le tartarughe su un pavimento freddo!), somministrare cibo adatto, molto fieno, consultare il veterinario

Diarrea

Problemi nutrizionali, ingestione di frutta acerba o agrumi, infezioni batteriche, funghi e parassiti 

Debolezza, perdita d’appetito, diarrea, forte sete

Digiuno per 1-2 giorni: te di camomilla, se non ci sono miglioramenti consultare il veterinario

Costipazione

Problemi nutrizionali come eccesso di alimenti secchi nella dieta, occlusione intestinale, ritenzione di uova, sabbia, scarsità di movimento

Per molto tempo nessuna eliminazione di feci, feci scarse con sangue

Bagno giornaliero, alimentazione variata, molto movimento, se non ci sono miglioramenti consultare il veterinario

Rifiuto del cibo, anoressia

Ambiente troppo freddo, risveglio durante il letargo, agitazione psicologica, parassiti

Perdita d’appetito, debolezza

Consultare il veterinario

Disturbi agli occhi

Soprattutto nelle tartarughe d’acqua a causa di ipovitaminosi (carenza di vitamina A)

Occhi esorbitanti, gonfi, palpebre incollate, animale accecato 

Consultare il veterinario

Micosi

Assenza di esposizione diretta al sole o ai raggi UV, scarsa igiene

Patina bianca, infiammazioni della pelle, decolorazione e macchie bianche sulla pelle, perdita delle squame (carpace), masse di squame molli e curve sul carpace

Consultare il veterinario, igiene ottimale, abbondante esposizione al sole o ai raggi UV

Carenze alimentari

Carenza di vitamine e di sali minerali

A dipendenza della scarsità: rammollimento e deformazione del carpace, rachitismo, gonfiore delle palpebre, mutazioni scheletriche, debolezza, perdita di appetito

Consultare il veterinario, alimentazione ottimale

Danni al carpace

Infezioni, lesioni, malformazioni a causa di disturbi al metabolismo, nelle tartarughe d’acqua carenza di umidità

Dipende dalla causa

Consultare il veterinario, manutenzione ottimale

Necessità di cova

Manutenzione errata, carenza di calcio, lesioni al condotto ovarico

L’animale è piuttosto agitato, scava ovunque, non ha appetito, perdita di muco dalla cloaca, respirazione con la bocca

Consultare il veterinario

Parassiti intestinali

Ascaridi, ossiuridi e tenie

Diarrea, dimagrimento, anoressia, debolezza, vomito, soffocare, ostruzione intestinale, enterite

Consultare il veterinario, sverminatura periodica





TESTUDO HERMANNI

5 09 2008

La tartaruga Testudo Hermanni è la specie più comune di tutte le tartarughe del Mediterraneo, nonché l’unica vera Tartaruga Terrestre italiana. Vive prevalentemente al nordest della Spagna, al sud della Francia, al nordest dell’Italia e su alcune isole del Mediterraneo. E’ un animale abbastanza robusto e può adattarsi in ambienti umidi o secchi, l’importante che siano caldi. E’ docile, simpatica, non ha bisogno di cure particolarmente impegnative o costose. Non meraviglia quindi che per molti anni la tartaruga è stata considerata come una specie ideale di animale domestico. Le Testudo Hermanni hanno il carapace con macchie nere che vanno al giallo anche se la brillantezza e lucentezza del giallo può affievolirsi con l’età, verso una colorazione più grigia e striata. Si trovano in natura in una vasta varietà di habitat come boschi, boscaglia, pascoli e fattorie.La Testudo Hermanni è stata suddivisa in due sottospecie: la Testudo Hermanni Hermanni (sottospecie occidentale) e la Testudo Hermanni Boettgeri (sottospecie orientale) le cui differenze verranno trattate nella sezione anatomia. Durante l’ultimo secolo migliaia di queste tartarughe vennero strappate dal loro habitat dell’Europa sudorientale ed esportate nell’Europa nordoccidentale per fini commerciali. Questa popolarità sfortunatamente ha portato uno spopolamento dell’habitat perché gli esemplari venivano presi in libertà e non da allevamenti o in cattività e la sopravvivenza della specie non veniva tutelata in alcun modo. La maggior parte degli esemplari catturati morì in breve tempo non adattandosi al clima freddo e umido. A riparazione di questo scempio dieci anni fa la CEE introdusse specifiche leggi con il divieto di commercializzare questi animali non solo per tentare di risolvere il sopradetto problema ma anche per cercare di ripopolare alcune aree originali dove la Testudo Hermanni è quasi estinta.

ANATOMIA

In Europa vi sono 3 specie di testuggini: la Testudo Graeca, la Testudo Marginata e la Testudo Hermanni. La Testudo Hermanni è caratterizzata da un carapace (parte superiore della corazza) fortemente convesso, ovale, più largo della parte posteriore, lungo in genere fino a 25 cm., di colore giallo o bruno con disegni neri. La faccia ventrale della corazza prende il nome di “piastrone” ed è saldata al carapace. All’estremità della coda vi è un piccolo astuccio corneo (una specie di unghia) e la placca sopracaudale è divisa in due.

La testa è corta, massiccia, retta da un collo lungo e piuttosto mobile, pronta a rientrare al minimo segno di pericolo. Se però si avvicina un dito sotto il mento, dal basso all’alto, la tartaruga facilmente allungherà il collo per farsi grattare sotto la gola.
Per distinguerne il sesso basta far riferimento a piccole caratteristiche. La coda è leggermente più lunga nel maschio, mentre le femmine hanno una coda corta e tozza. Il maschio ha l’incavo posteriore del piastrone poco profondo, la maggiore dimensione dell’incavo della femmina ha la sua ragione nella necessità di permettere l’uscita delle uova. Inoltre le femmine a pari età sono più grandi. Nei giovani fino a 2, 3 anni di età l’unica distinzione è data dall’apertura delle placche situate sul piastrone sopra la coda che sono maggiormente aperte nei maschi al contrario delle femmine le cui placche formano un angolo più acuto. Penso che il modo più semplice per distinguere il maschio dalla femmina sia la posizione della coda: se tiene la coda dtritta e ben visibile è una femmina, al contraro, se tiene la coda piegata da un lato e la nasconde, è un maschio.
Ogni anno, durante la primavera-estate, cioè nel periodo più attivo della vita di una tartaruga, ogni esemplare “cresce” in dimensioni sia cambiando la pelle, sia aumentando di uno i cerchi delle placche. Di conseguenza l’età delle tartarughe più giovani può essere calcolata semplicemente contando le linee di crescita delle placche cornee sul carapace. Tuttavia, dopo un po’ di anni, le placche cornee possono rovinarsi ed essere sostituite, per cui non vi è un metodo preciso per calcolare l’età degli esemplari adulti.
Le tartarughe hanno una vista eccellente, sanno distinguere forme e colori e riconoscono le persone. Hanno un senso dell’orientamento abbastanza sviluppato e preciso, sono sensibili alle vibrazioni anche se l’udito è poco efficiente. L’odorato invece è ben sviluppato e gioca un ruolo importante nel riconoscimento dei cibi e dei sessi.
Come tutti i rettili le tartarughe sono animali a sangue freddo, la temperatura interna del loro corpo, cioè, non può venire regolata come accade con i mammiferi ma deve adeguarsi a quella ambientale. Poiché l’attività vitale dei rettili deve svolgersi entro limiti ben precisi al di fuori dei quali non è possibile la sopravvivenza, non appena il sole si fa cocente viene sospeso ogni movimento per ricercare il fresco dei luoghi ombrosi, mentre nei mesi freddi sopravviene il letargo.
 
Esistono due sottospecie della Testudo Hermanni: la Testudo Hermanni Hermanni (THH) e la Testudo Hermanni Boettgeri (THB). La prima è la sottospecie occidentale, la seconda è quella orientale. È abbastanza semplice distinguerle: la THH ha una colorazione più brillante ed un carapace più convesso e bitorzoluto; può raggiungere al massimo i 20 cm. di lunghezza contro i 25 della THB; il piastrone della THH presenta due bande nere continue e ben definite, nella THB queste bande sono più chiare e meno definite. Inoltre se osserviamo il rapporto fra le placche pettorali e femorali del piastrone, nella THH la sutura pettorale è più corta di quella femorale, nelle HB quella pettorale è più lunga della femorale.
Osservando la testa vi sono altre sottili caratteristiche distintive: la THH ha una testa è più allungata e liscia nei contorni che, nell’apparenza generale, la fa assomigliare alla testa di un serpente. La THB ha la testa più corta e bitorzoluta

ALIMENTAZIONE

 

Prima di trattare l’argomento dell’alimentazione mi sembra essenziale tracciare una panoramica sull’ambiente e la cura dei nostri gioiellini col guscio

Le TH conducono uno stile di vita molto attivo (malgrado l’apparenza o i luoghi comuni) quindi dobbiamo garantire loro un’area ampia e variegata dove possono essere libere di correre, nutrirsi, cacciare, scavare, arrampicarsi, prendere il sole, nascondersi e avere sempre a disposizione acqua potabile. Amano vagabondare ed esplorare e se gli è consentito tentano di uscire dal territorio in cui sono ospitate. Se tenete le vostre tarte in un giardino assicuratevi che la superficie a disposizione sia almeno di 10 mq. per esemplare, circondata da un recinto “inarrampicabile” alto circa 40 cm. e interrato circa 10 cm. sarebbe l’ideale se il vostro giardino fosse provvisto di vegetazione tipica della macchia mediterranea dove, per rendere più vario l’ambiente, potete mettere cumuli di sabbia, sassi o rocce. Le tartarughe dovranno avere spazi sicuri dove prendere il sole (che è fondamentale per la sintesi della vitamina D e quindi per la crescita del carapace), e spazi ombrosi dove ripararsi nelle ore più calde o nascondersi. A tal proposito può essere simpatico, nonché utile, costruire semplici rifugi, ben arieggiati, in legno, con il pavimento rialzato per evitare che diventi umidi, oppure riempito di foglie ben secche.

Ricordiamo che le testuggini devono avere sempre a disposizione acqua fresca. Non mettiamo recipienti pieni d’acqua o qualsiasi altro tipo di contenitori dove gli esemplari possono cadere e annegare (le tarte non sanno nuotare), potremmo costruire con semplicità un abbeveratoio. Il livello dell’acqua non deve superare i 5-6 mm., soprattutto se possedete esemplari piccoli.

Argomento indispensabile da tenere in considerazione per garantire una buona salute alle nostre tartarughe è l’alimentazione. Le TH sono prevalentemente vegetariane, la loro dieta deve essere ricca di fibre, sali minerali, vitamine e povera di grassi e proteine animali. In libertà prediligono i teneri germogli delle più svariate piante selvatiche, fiori, lumache, frutta selvatica e occasionalmente escrementi di altri animali. Gli esemplari che teniamo in giardino si possono alimentare variando fra la grande scelta di frutta e verdura disponibili, l’importante è che siano ben lavate per eliminare ogni traccia di pesticidi. Può essere una graziosa idea coltivare nel giardino delle piante di lattuga che saranno a disposizione delle tartarughe in modo “naturale” (evitiamo accuratamente di usare alcun tipo di pesticidi e concimi). Una dieta varia fornisce la quantità di vitamine sufficiente per il metabolismo delle testuggini, a meno che non ci siano dei problemi di salute o carenza di calcio, fondamentale per la sintesi della vitamina D. Una dieta ricca di proteine è dannosa per le tartarughe e a lungo andare può causare serie patologie, come malformazioni del Carapace che si sviluppa deformato e bitorzoluto. 

Per integrare la dieta delle tarte potete dar loro alcuni ossi di seppia che sono ricchi di calcio.

RIPRODUZIONE

Le Testudo Hermanni si riproducono in cattività se le condizioni in cui sono allevate sono ottimali. Il corteggiamento e gli accoppiamenti avvengono durante tutto il periodo di attività concentrandosi durante la primavera-estate. Il corteggiamento consiste in inseguimenti e “persecuzioni”: il maschio insegue la femmina, la morde ripetutamente sulle zampe e la colpisce con la corazza. I maschi possono essere molto persistenti e aggressivi, fino al punto di ferire la femmina. Durante l’accoppiamento il maschio emette un peculiare suono, l’unico vocalizzo della sua vita. Nel periodo degli accoppiamenti i maschi combattono spesso fra di loro mordendosi le zampe e colpendosi con la corazza. In presenza di maschi troppo focosi è opportuno tenere gli esemplari femminili in aree separate in modo che l’aggressività dei maschi non le danneggi, non solo fisicamente ma anche provocando condizioni di stress. Per evitare che nascano esemplari geneticamente deboli è bene non permettere l’accoppiamento tra consanguinei o esemplari malati

Tra maggio-giugno la tartaruga depone le uova scavando una buca con le zampe posteriori nel terreno e coprendo il nido dopo la deposizione (spesso nel tardo pomeriggio). Le testuggini possono deporre le uova anche più di una volta nello stesso anno. Prima della deposizione la testuggine percorrerà nervosamente tutto il giardino alla ricerca del luogo più adatto, in genere un luogo asciutto ed esposto al sole. Se volete potete aiutarla ricreando il posto ideale per la deposizione, smuovendo in alcuni punti del giardino la terra o ponendo, sempre in luoghi soleggiati, cumuli di morbida terra. Spesso dopo aver iniziato a scavare la tartaruga, forse perché disturbata, si rimette alla ricerca di un altro posto. I nidi possono essere profondi 7-9 cm. La tartaruga depone da 2 a 12 uova, il numero tende ad aumentare con l’aumento delle dimensioni della testuggine. Le uova hanno un guscio duro, allungato, di circa 3 cm. Il tempo di incubazione varia da 90 a 120 giorni, a seconda della temperatura di incubazione.

I piccoli, dopo aver rotto il  guscio, impiegano anche 4 giorni ad uscire completamente dall’uovo, in questo arco di tempo viene assorbito il sacco vitellino. Può capitare che un piccolo sia ancora con il sacco vitellino non assorbito, in questo caso può essere utile porre l’esemplare su un panno di carta che terremo umido per evitare che si attacchi al sacco vitellino, che verrà riassorbito in pochi giorni. Le nuove nate, cominceranno a nutrirsi circa 2-3 giorni dopo essere uscite dal guscio e potranno mangiare tutti i tipi di cibi adatti agli esemplari adulti. Da piccole le TH potranno presentare il carapace un po’ morbido, con piccole deformità e dalla forma piramidale. Per aiutarle in questa fase assicuriamoci che la dieta sia ricca di fibre, minerali (in particolare calcio) e vitamine

All’avvicinarsi del primo inverno potete lasciare andare in letargo i piccoli se sono nati verso fine luglio o inizio agosto, perché hanno avuto tempo di accumulare riserve per l’inverno, altrimenti potete mantenerle attive per tutto l’inverno dimorandole in un terrario. Per quanto riguarda la determinazione del sesso essa è incerta fino al raggiungimento della maturità sessuale (intorno ai 5-6 anni)

SALUTE

Se una tartaruga ha buon appetito, occhi puliti, lucidi, vispi, guscio solido, peso costante e feci sode (anche filamentose) e non acquose, allora abbiamo di fronte una testuggine in buona salute.

La maggior parte delle malattie che possono colpire le tartarughe sono causate da una dieta scorretta, da un ambiente inadatto, da fattori stressanti o da traumi.

Una dieta iperproteica (carne, fagioli, cibo per cani o gatti) provoca danni irreversibili sulla crescita del carapace che si presenta “soffice”, poco convesso, sproporzionato.

Un accumulo di grasso (latticini, formaggi, cibo per cani o gatti) causa obesità e, soprattutto, pericolosi accumuli di grasso nel fegato.La mancanza di vitamine e la disidratazione possono provocare gravi danni ai reni. Le deficienze di calcio e vitamina D causano un rammollimento del carapace. L’ingestione di frutta acerba o agrumi può causare diarrea. Periodicamente potrebbe essere necessaria una sverminatura poiché le tartarughe hanno negli intestini dei comuni parassiti (ascaridi e ossiuri) che, se numerosi, possono provocare inappetenza, diarrea, vomito.

Per quanto concerne l’ambiente è importante che le tartarughe non stiano in posti umidi, anche le tarte possono raffreddarsi e un raffreddamento facilmente si trasforma in polmonite. Un ambiente poco arieggiato potrebbe provocare congiuntivite, poiché le palpebre sono facilmente infiammabili a causa della polvere. Attenzione alle larve delle mosche che spesso provocano parassitosi se depositate su lievi ferite nel carapace, o ad infestazioni da zecche (vedi foto), fortunatamente molto rare.

I traumi fisici che può subire una tartaruga generalmente sono dovuti ad un maschio troppo aggressivo durante il periodo degli accoppiamenti, a ferite provocate dalle lotte fra due rivali maschi o dall’attacco di altri animali come cani, topi e ratti (questi ultimi possono attaccare anche nel periodo del letargo). Per lesioni alla pelle e alla corazza, se superficiali, basta disinfettare ed utilizzare mercurocromo, acqua ossigenata o tintura di iodio. Per lesioni più gravi è sempre preferibile contattare un veterinario

LEGGI

Fra le testuggini la specie europea Testudo Hermanni (come molte altre specie) è tutelata e protetta da leggi nazionali ed internazionali. E’ strettamente vietato raccogliere tartarughe che vivono in libertà, venderle (o venderne il guscio, le uova, le ossa…), commercializzarle, per permettere così che le testuggini continuino a popolare le aree boschive.

La detenzione ed il commercio dei rettili in Italia sono regolamentati dalla Convenzione di Berna, dalla Convenzione di Washington e dal D.M. 19 Aprile 1996 e seguenti modifiche.Ogni Stato ha adottato opportune leggi per la salvaguardia delle specie di flora e fauna, in particolare sono vietate ogni forma di cattura, detenzione, uccisione, deterioramento e distruzione e raccolta di uova, detenzione e commercio di tutte le specie minacciate da estinzione.

La Convenzione di Washington è conosciuta con la sigla CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) firmata dai Paesi della CEE a cui l’Italia ha aderito nel 1975.

La legge 150/92 ha reso obbligatorio denunciare il possesso degli esemplari agli uffici del Corpo Forestale dello Stato; il termine ultimo per le denunce era il 31/12/1995. chi non ha denunciato i propri esemplari entro tale termine non può regolare la situazione e rischia fino a 18 milioni di multa. Tutte le nascite, i decessi o la cessione gratuita  degli esemplari devono essere denunciati entro 10 giorni dall’evento, inviando una raccomandata A/R al Servizio CITES della vostra regione

 

 PIANETA ANIMALE
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